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Riflessologia Plantare

Riflessologia Plantare

I piedi riflettono l’organismo di tutto il corpo come uno specchio.

La riflessologia plantare è un metodo olistico di medicina complementare e olistica, con la quale vengono trattati i punti riflessi situati sui piedi e si basa sul fatto che le energie circolano tra gli organi e i punti riflessi.

Se questo flusso di energia è bloccato, influenzerà l’intero organismo.

Il massaggio zonale del piede riduce lo stress e il dolore e stimola i percorsi nervosi e il rilassamento muscolare, allo stesso modo, può essere raggiunto un aumento del flusso sanguigno degli organi e delle regioni del corpo, l’auto-guarigione e il benessere complessivo.

La riflessologia ha origini molto antiche, ve ne è come primo testimone un papiro risalente al 2500-2300 a.C. ritrovato nella tomba di un medico egiziano.

Ma fu Sir Henry Held nel 1983 a Londra ad accorgersi che alcune zone del piede divenivano ipersensibili alla pressione quando un organo collegato a tali parti, aveva una qualche disfunzione.

Successivamente fu il dr. William Fitzgerald in America, a elaborare quella che oggi conosciamo come “terapia zonale”. Alla base di questa teoria vi era il principio che la pressione delle dita su certi punti creasse un certo effetto anestetico; fu così che lui condusse molti interventi chirurgici minori senza ricorrere a farmaci.

In base a questa teoria, egli suddivise il corpo in 10 zone longitudinali, dalla testa alla punta dei piedi. A queste vennero successivamente aggiunte 8 divisioni orizzontali, e così nacque la Riflessologia Plantare.

La riflessologia non è un metodo diagnostico per l’individuazione delle malattie, ma certo è che il dolore o fastidio che si manifesta con la pressione in un determinato punto, segnala uno squilibrio nella parte del corpo corrispondente, consentendo in questo modo di cogliere il messaggio prima ancora che questo si trasformi in sintomo.

La riflessologia ha dunque un grande valore di prevenzione e va a rafforzare l’autoconservazione dell’organismo favorendone quindi la guarigione.

Ma riflessologia non è solo un massaggio al piede, bensì la conoscenza profonda dei punti riflessi che, se stimolati adeguatamente inducono una risposta su diversi piani: fisico, emotivo, energetico, mentale.

Vista nella sua versione olistica, essa non si limita  a trattare il punto corrispondente all’organo, ad esempio il fegato, ma in armonia con le tecniche naturopatiche, si tratteranno i punti connessi al fegato, si curerà l’alimentazione, si consiglieranno fitoterapici e metodi di drenaggio in modo da arrivare insieme al riequilibrio generale dell’organo e dei suoi annessi.

Questo tipo di approccio è vincente poiché non combatte il sintomo o la malattia ma conduce la persona a uno stadio di benessere generale, agendo sul sistema nervoso, immunitario, linfatico, circolatorio, endocrino.

Per capire come funziona la proiezione del corpo sul piede, immaginiamo la figura umana come un ologramma. Ciò che è in alto, sta in alto e ciò che è in basso è anch’esso in basso, e così via lateralmente, superficiale o profondo, è tutto speculare.

Le dita corrispondono alla testa, e con questa gli organi che la riguardano (occhi, orecchie, naso, tonsille, cervicale..)

Poi troveremo tiroide e paratiroidi, diaframma, stomaco, intestino tenue, intestino crasso, coccige. Lateralmente la colonna vertebrale, la zona pelvica l’avremo in corrispondenza del tarso superiore e astragalo.

Alla localizzazione dei punti aggiungeremo quella dei meridiani specifici o punti antichi, che si incrociano e si allontanano tra loro, e che quindi necessitano di una conoscenza approfondita.

Ma la lettura del piede ha un percorso ancora molto più affascinante.

La morfologia di un piede rivela molto della personalità, attraverso il piede si può leggere la psiche di una persona. Ecco che quindi alle funzioni organiche si unisce una lettura molto efficace che dà la possibilità al naturopata esperto, di individuare le peculiarità caratteriali di quella persona.

La malattia viene così vista come una disarmonia tra essenza e personalità, e se ne possono vedere i percorsi nel tempo, quindi come una turba emotiva del passato può aver scavato un solco così profondo da lasciare il segno sulla morfologia della pianta e delle dita del piede.

Consideriamo il piede in questo modo:

  • Il primo dito o alluce corrisponde alla parte intellettuale
  • il secondo dito alle capacità organizzative, pratiche, di leadership.
  • Il terzo dito rappresenta i valori, come quella persona li percepisce e li vive.
  • Il quarto dito rappresenta la parte emozionale, come la persona esprime le proprie emozioni.
  • Il quinto dito rappresenta la creatività e la sessualità.

 

Osserviamo le nostre dita, e notiamo come l’alluce sia molto più grande del quinto dito, mentre i neonati hanno tutte le dita uguali, in essi non c’è ancora propensione per l’una o l’altra attività. Ma dopo già poco tempo inizieranno a svilupparsi esprimendo un’informazione genetica, che darà loro l’imprinting anche per la forma delle dita.

Se consideriamo tutta la pianta del piede, saranno le dita a corrispondere ai piani mentali,

i metatarsi al piano emotivo, l’arco plantare indicherà la parte intima e profonda della persona e il tallone corrisponderà al piano istintivo e sessuale, la radice di quella persona e come vive i suoi impulsi più profondi.

 

L’interpretazione della fisionomia del piede da parte del terapeuta è quindi molto importante nella seduta di riflessologia, sebbene già il massaggio in sé possa essere da solo estremamente piacevole ed efficace.

 

Conoscere i punti corrispondenti agli organi, individuarne gli squilibri e trattarli nel modo giusto è già sicuramente un ottimo inizio, ma è molto più importante essere coscienti del lavoro che si effettua attraverso una seduta di riflessologia, e cioè un profondo lavoro nell’anima, nella psiche, nel vissuto della persona.

 

“Dicevo dunque che l’anima ha come sua prima sede i piedi; di lì essa incomincia ad esistere, e partendo dai piedi procede su per il corpo. Per questo fatto mi appello all’esperienza, e forse qui potrò gettare le fondamenta di una metafisica sperimentale.”

Denis Diderot

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