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L’acidosi e il ph, il suo equilibrio è il tuo benessere

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L’acidosi e il ph, il suo equilibrio è il tuo benessere

Il pH è il valore che esprime­­­ (in termini logaritmici) il grado di acidità di una soluzione. Nel nostro corpo ci dà la concentrazione di ioni idrogeno nei liquidi corporei. Quando questo stato d’equilibrio acido-base si modifica, anche leggermente, si hanno alterazioni nelle normali reazioni biochimiche cellulari ed enzimatiche che stanno alla base della vita.

Il nostro corpo è stato progettato alcalino, ma può funzionare anche in ambiente leggermente acido, le cellule producono acidi interni che poi però devono essere agevolmente eliminati. E’ quando si accumulano troppi radicali acidi nell’organismo, che avviene una sorta di “inquinamento” che è all’origine della malattia.

Noi siamo formati da circa 75 miliardi di cellule che lavorano in continuazione e che riversano rifiuti metabolici nei fluidi corporei. Questi rifiuti sono acidi e devono trovare un ambiente alcalino per essere eliminati, evitando così di avvelenare le cellule. Perché il sangue si mantenga sempre nel suo stato alcalino, l’organismo in stato di acidificazione, tenta di alcalinizzarsi in ogni modo possibile e a questo proposito decide di utilizzare “catturare” i minerali che servono come fonte basificante, da ossa, denti e muscoli. Le conseguenze possono essere una forte demineralizzazione e decalcificazione in particolare, poiché il calcio viene estratto dalle ossa per sopperire alla forte acidità dei liquidi corporei che egli deve assolutamente tamponare.

L’acidosi diviene davvero uno stato pericoloso del nostro organismo, le sue conseguenze si esprimono in stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi, dolori di origine infiammatoria, blocco del metabolismo…

Spesso è sottovalutata, o meglio i disturbi non  vengono spontaneamente collegati ad una presenza di acidosi, malgrado la gravità di essi.

Il livello di acidità del nostro organismo va perciò tenuto sotto controllo. E’ essenziale mantenere uno stato di omeostasi, il nostro corpo lo sa, e cerca di attuare tutta una serie di strategie perché questo avvenga, ma il fatto di dover effettuare ogni giorno questa lotta estenuante, lo priva di energie e sfianca sistemi e organi, fin quando questi non si esprimono in maniera sintomatica con:

osteoporosi, problemi cardiovascolari, sclerosi multiple, ictus, morbo di Parkinson. Ad un certo punto diviene per il corpo impossibile regolare il processo dell’equilibrio sul ph, e “getta la spugna” si ammala, anche in maniera molto grave. Uno stato grave di acidosi può portare fino al coma.

 

L’ essenziale per la salute del nostro organismo è che il pH delle nostre urine non scenda sotto 7 (l’ideale sarebbe 7,3). Normalmente se l’alimentazione è equilibrata, se si è in acidosi l’acidità rientra nella norma, ma non accade sempre in maniera così veloce, perché altre possono essere le cause dell’acidosi:

 

  • l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti (proteine animali, cereali, legumi, zucchero, tè, caffè, alcol)
  • la carenza di oligoelementi e vitamine
  • le sostanze chelanti provenienti dall’inquinamento
  • la scarsità di ossigenazione nei soggetti sedentari
  • un’insufficienza funzionale endocrina
  • lo stress e il sovraffaticamento
  • disturbi degli organi emuntori (per esempio insufficienza renale)
  • l’uso sproporzionato di farmaci
  • stati psicologici alterati (collera, preoccupazione, paura, ecc.).

 

 

Sintomi psicologici dell’acidosi

I sintomi dell’acidosi sono molto subdoli e all’inizio possono essere scambiati addirittura come uno stato di benessere. I sintomi si instaurano lentamente e progressivamente, e la persona presenta:

  • Esagerato senso di benessere, ritenendo peraltro di sentirsi in ottima forma, aumento dell’energia, ci sembra di essere in grado di fare qualsiasi cosa.
  • Eccessivo movimento, incapacità di stare fermi dovuta alla marcata stimolazione delle terminazioni nervose da parte dei radicali acidi liberati.

Con questo accumulo man mano il soggetto diviene sempre più irritabile, sgradevole ed odioso, la frase comune “ quanto sei acido!” calza  a pennello.

 

  • Inizia a dare la colpa agli altri per i suoi problemi, diventa malcontento e lamentoso.
  • Difficile da soddisfare, niente più gli va bene, si irrita spesso con il suo interlocutore.
  • Inizia a notare solo il lato pessimistico della vita.
  • Inizia a riposare male, il sonno diviene insufficiente, il rimugino dei pensieri non lo abbandona neanche di notte.
  • Stanchezza ed irritabilità fin dal risveglio, riesce a carburare solo grazie a “tonici” come il caffè e le sigarette.
  • Poi inizia a ricercare alimenti che lo portino in uno stato di “down” come cioccolato e alcolici.
  • Con l’aumento dei radicali acidi subentra la fatica ed una serie di inevitabili sintomi correlati.
  • Per cercare di neutralizzare la galoppante acidosi, l’organismo sviluppa soluzioni fisiologiche difensive, rimuovendo sostanze alcaline da muscoli e ossa e liberandole nel circolo sanguigno.
  • E tutto questo in un circolo vizioso che si ripete quotidianamente.

Ci sono molti segnali che il corpo ci invia per farci capire che siamo in uno stato d’allarme, molto spesso definito nel suo estremo “burn-out”, e allora prima di arrivare a questo punto dovremmo fare un passo indietro e correre ai ripari.

 

Ma come fare per valutare fisicamente lo stato di acidosi?

Il metodo più usato è il controllo dell’acidità delle urine, che può essere effettuato facilmente da chiunque. Occorre procurarsi in farmacia un misuratore del pH (cartina di tornasole): sono venduti sotto forma di striscioline o di rotolini di carta speciale. L’acidità si misura in tre momenti della giornata:

  • seconda urina del mattino (quella dopo colazione)
    • prima di pranzo
    • prima di cena.

Va fatto per almeno quindici giorni, tenendo conto che il valore varia nel corso della giornata se siamo a digiuno o abbiamo mangiato.

Il fatto è che non sempre questo metodo risulta sufficiente poiché, sebbene il ph mostrato dalla cartina tornasole risulti basico, questo potrebbe significare che una grande quantità di minerali è stata utilizzata dall’organismo per tamponare l’acidità e questo diventa un estremo tentativo per salvare il salvabile.

Per essere più precisi ci sono altri parametri da considerare.

Per valutare la nostra salute occorre essere più obiettivi sul nostro stile di vita e la nostra alimentazione, e da lì possiamo già capire se siamo in uno stato di acidosi.

Molto frequentemente l’acidità delle urine è sintomo di uno squilibrio maggiormente alimentare. Bisogna quindi innanzi tutto correggere l’alimentazione con una dieta più equilibrata.

Introdurre cibi basici come le verdure e la frutta, eliminare o ridurre per un certo periodo di tempo cereali e derivati di tutti i tipi, i legumi secchi, i latticini, gli zuccheri, i prodotti di origine animale, caffè, tè, bevande industriali.. permette al nostro corpo di ritornare velocemente in equilibrio.

Una volta raggiunto si possono reintrodurre gradatamente e moderatamente i cibi eliminati, sempre cercando di mantenere una buona proporzione tra i cibi acidi e gli alcalinizzanti che devono essere in maggior numero.

Anche il movimento e il sonno di qualità sono i primi fattori per una buona ossigenazione ed eliminazione delle scorie tossiche, necessarie per il mantenimento di un buon livello di ph tissutale.

Insomma un equilibrio nello stile di vita equivale ad un equilibrio del nostro ph.

Non dimentichiamo i nostri pensieri, quelli sono in grado di acidificare il nostro corpo così come gli alimenti. Uno stato d’animo felice influenza positivamente tutti i nostri sistemi compreso quello neurovegetativo, per cui pensieri postivi e atteggiamento sereno creano una maggiore ossigenazione  a favore dell’equilibrio del ph nei fluidi corporei.

 

Qui di seguito ho creato una tabella più completa del semplice controllo delle urine che valuti tutte le componenti coinvolte:

 

Consideriamo il valore ph di urine e saliva, annotiamo i farmaci se assunti, il test del pugno al mattino è altamente indicativo per determinare se siamo pieni di acidi (non riusciremo a chiuderlo né a far forza)

Ed un esame obiettivo delle condizioni fisiche (come mi sento oggi da 0 a 10), unito al numero di ore dormite, fanno un quadro completo della situazione, su cui poter lavorare.

 

Ci sono molti studi ormai che determinano l’acidificazione delle cellule come causa principale di malattie gravi e tumori.

Quindi un atteggiamento saggio è quello di lavorare in prevenzione, attuando piccole ma quotidiane e costanti, ripetitive azioni per mantenere uno stato di salute che, come ha sancito L’Organizzazione Mondiale per la Sanità in un documento del 1948,

è “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità” e nel 1986 la Carta di Ottawa ribadisce che “la promozione della salute non è legata soltanto al settore sanitario: supera gli stili di vita per mirare al benessere”.

Quindi l’adozione di un corretto stile di vita e un giusto regime alimentare po’ contribuire a favore di salute e longevità. E se riassumiamo che all’origine della malattia c’è sempre un processo infiammatorio che provoca acidificazione, non dobbiamo far altro che iniziare a lavorare su questo.

Ne beneficeranno:

  • il metabolismo
  • il sistema nervoso
  • i muscoli e il sistema osteoarticolare
  • il cervello
  • il sistema circolatorio
  • il sistema linfatico
  • il sistema digestivo
  • gli organi tutti

Come regalo finale sopravverrà un senso di ritrovata leggerezza, calma e rilassatezza, forza ed energia come risorsa costante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tabella controllo ph

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