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Alimentazione

Alimentazione - Mele rosse mature

C’è un piccolo grande segreto che si nasconde dietro ogni cellula, ogni atomo o molecola e cioè l’unicità, la similitudine, ciò che crea ogni particella di cibo che noi ingeriamo, che diventa fluido organico, tessuto, che diventa noi.

Attraverso un perfetto processo alchemico tutto si trasforma in energia.

Fai che il cibo sia la tua medicina, e che la medicina sia il tuo cibo, diceva Ippocrate. Non è forse attraverso ciò che ingeriamo che si strutturano le nostre cellule, che si formano i nostri pensieri?

Noi siamo la trasformazione di quella vitamina, di quell’aminoacido, di quell’enzima. “L’uomo è ciò che mangia”.
Questo processo affascinante che avviene dentro il nostro corpo ci manda ogni giorno i feedback di cui abbiamo bisogno per capire se stiamo andando nella giusta direzione.
Ognuno di noi è unico e attraverso percorsi individuali che considerano la storia, le origini, il territorio, le abitudini di ciascuno possiamo capire dove vogliamo andare.
Un percorso di consapevolezza affascinante che va oltre il semplice mangiare e che porta ad una educazione alimentare che ci farà sentire sempre di più in armonia con il mondo e con noi stessi.

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Tre riti detox a costo zero che non ti devi assolutamente perdere

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Bastano tre riti detox  per cambiare la tua giornata. Se credi che disintossicare il corpo sia una operazione difficile, che richiede grandi sacrifici e che puoi permettertela solo quando hai tempo e sei a casa dal lavoro, sono felice di comunicarti con e cosi. In realtà è molto semplice e puoi fare tre sole semplici azioni ogni giorno per aprire le porte a un detox profondo che, come un effetto domino, coinvolge tutto il corpo.
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Ci sono momenti della giornata o particolari periodi della vita in cui mangiare carboidrati e zuccheri, sotto forma di pane, pasta, pizza o alimenti dolci sembra l’unica cosa che riusciamo a fare, l’unico rimedio che da’ conforto a un periodo difficile o ricco di stress. Ma quando l’assunzione di zuccheri diventa eccessiva e supera abbondantemente la soglia di tolleranza del nostro organismo (che è molto bassa) puoi aiutarti con dei rimedi in natura come gli integratori naturali a base di erbe dall’azione ipoglicemizzante, che aiutano il corpo a gestire il picco glicemico e il rilascio di insulina nel sangue. Individuati i cinque “must have”, ho potuto negli anni constatare la validità del loro compito anti-zuccheri e li ho inseriti nei miei programmi detox con enormi risultati.
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La candida come non l’hai mai vista. Parliamo dell’ospite indesiderato.

Chi non ha mai sentito almeno una volta parlare della Candida? Ma la conoscenza di questo lievito saprofita, appartenente alla famiglia dei Saccaromiceti è ancora troppo superficiale. Infatti molti la considerano un problema tipicamente femminile, dovuto a diturbi vaginali, e questo vale anche per molta della scienza ufficiale che non ha ancora ben recepito le scoperte dei  medici olistici e dei naturopati in questo ambito.

Nasce il tarassaco, la pianta del sole

Arriva la primavera e quando è maggiore il bisogno di depurazione, i prati si riempiono dei primi timidi spunti di foglie di tarassaco, il piccolo sole.

L’incredibile ruolo protettivo della vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile ed è un nutriente così importante per il nostro corpo, che diversi studi hanno fatto sì che la si possa definire addirittura un ormone. E’ contenuta in alcuni alimenti, ma la fonte principale di vitamina D siamo noi stessi, perché siamo noi che la autoproduciamo, attraverso il sole, proprio grazie ai raggi UV. Infatti gran parte della Vit D presente nel nostro organismo viene sintetizzata dalla pelle, grazie al contatto con i raggi del sole.

Gli abitanti di Zuccheropoli e i 20 danni insidiosi dello zucchero

Sono tanti e ormai universalmente riconosciuti, i danni che lo zucchero causa all’organismo, diretti e indiretti. Lo zucchero entra nelle nostre vite dal momento in cui noi veniamo al mondo, siamo abituati a considerarlo un alimento insostituibile di cui non possiamo fare a meno. E questo è il primo inganno a cui questa sostanza opportunista ci espone. La convinzione che non si possa vivere un solo giorno senza zucchero è data infatti dalla dipendenza che lo zucchero causa.

I benefici dell’acqua alcalina

  Noi esseri umani siamo composti da circa il 75% di acqua e sicuramente ti sarà già stato detto tante volte che è importante bere acqua. Quello che forse non sai è che c’è acqua e acqua, e questa si differenzia in base a varie caratteristiche organolettiche, dalla quantità di sali minerali che ne determina il residuo fisso, alla sua basicità o alcalinità.
perché ho gonfiore addominale

Perché ho la pancia gonfia?

Il gonfiore addominale è uno dei disturbi più comuni dell’era moderna presente in uomini e donne. Sembra proprio a volte di aver un palloncino con cui andare a spasso nostro malgrado.
white plate with spoon and fork, Intermittent fasting concept, ketogenic diet, weight loss

Cos’è il digiuno intermittente?

Il digiuno intermittente è un metodo nutrizionale che alterna dei periodi in cui si mangia a dei periodi in cui si fa digiuno.  
PERCHE' E' CONSIDERATO BENEFICO?
Astenersi da cibo e bevande per 14-16-18 ore (saltando la cena) o di 24 ore (saltando pranzo e cena) o di 36 ore (saltando colazione, pranzo o cena) consente alle cellule di attivare l’autofagia, un processo con cui esse si liberano di organelli e proteine malfunzionanti che è meglio smaltire, insomma un’occasione per fare DECLUTTERING (liberarsi del superfluo) di tutto quello che non serve per la vita.  

Il ghee è un superfood?

Hai mai sentito parlare del ghee (o ghi)? In nord Italia ha il suo lontano cugino nel burro chiarificato, ma in realtà il ghee è notevolmente più benefico. Questo straordinario prodotto ha una storia millenaria alle spalle. Fa parte della tradizione di paesi come il  Nepal, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka, e da qualche tempo è molto utilizzato an che in occidente, dove abbiamo imparato ad amare le sue qualità.

La zucca e i suoi benefici

Frutto tipico della stagione autunnale, la zucca è un ortaggio molto apprezzato sia per il suo bellissimo colore caldo, dovuto alla presenza di carotenoidi, sia grazie alle sue caratteristiche organolettiche, che donano ricchezza ai piatti autunnali. Con il termine zucca vengono identificate diverse piante della famiglia delle Cucurbitacee. La zucca è molto povera di calorie e ricca di nutrienti, ed è molto utile per la sua azione diuretica e calmante. Come tutti gli ortaggi di colore arancione è ricca di caroteni, sostanze che l’organismo utilizza per la produzione di vitamina A e che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Aumento del metabolismo: ecco le piante che aiutano

Dimagrimento ed aumento del metabolismo: ecco le sostanze e le piante che aiutano in modo diretto.

In natura vi sono sostanze, che possono avere un effetto diretto sull'aumento del metabolismo. Quando parlo di effetto diretto intendo la capacità di queste sostanze di intervenire sulla capacità termogenica e adattogena che influenza il processo di trasformazione, responsabile dell’accumulo o dell’uso del surplus energetico assunto attraverso i cibi.   Se abbiamo quindi deciso di cominciare una dieta sana e ipocalorica e una regolare attività fisica, possiamo aiutarci con sostanze presenti in natura che accelerano il metabolismo basale e stimolano il processo di termogenesi, processo che riduce la conversione dei grassi assunti con la dieta in calorie, indirizzando i nutrienti (specialmente carboidrati e grassi) a produrre energia sotto forma di calore, e anche a rimettere in moto il tessuto adiposo di riserva: agire sulla termogenesi permette, quindi, di tenere maggiormente sotto controllo il peso corporeo e di impedire l’accumulo di grasso, specialmente nel girovita e nella zona addominale.
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La fame emotiva

Ti è mai capitato di cercare istintivamente del cibo per calmare la tua mente?
Hai mai sperimentato la fame emotiva?  Di arrivare a un momento della giornata, spesso la sera, dove ti guardi intorno annoiato e l’unica cosa che vuoi è mangiare qualcosa per riempire questo spazio vuoto? Di afferrare automaticamente qualcosa dalla cucina per calmare i tuoi pensieri? Allora conosci la fame dettata dalle emozioni.
Conosci i cibi FODMAP?

Conosci i cibi FODMAP?

Molte persone, e in numero sempre crescente, si trovano a dover combattere con il gonfiore addominale. Si stima il 15% della popolazione mondiale, un fenomeno che interessa soprattutto le donne. Se conosci i cibi FODMAP sai già quanto influenzino la salute degli intestini sensibili. Quante volte si cercano le soluzioni più disparate per porre fine a un disturbo tanto sgradevole quanto difficile all’apparenza da risolvere? Le cause di gonfiori e distonie intestinali sono di solito un’eccessiva produzione di gas, e un malfunzionamento nei movimenti dei muscoli dell’apparato digerente. Il gonfiore è dovuto in genere ad un eccessivo apporto di solidi, liquidi o gas nell’apparato digerente, ma spesso in alcune persone la causa principale è un aumento di sensibilità. Gli approcci al problema sono vari. La prima cosa che viene consigliata in questi casi è di adottare comportamenti a tavola atti a far diminuire questa spiacevole reazione: 1. NON MANGIARE TROPPO IN UN SOLO PASTO 2. MASTICA BENE E A LUNGO 3. NON MANGIARE CIBO CHE PRODUCE GAS Ma, se ancora dopo tutto questo non hai sperimentato miglioramento, allora è il caso che tu sappia dell’esistenza dei cibi FODMAP. Adottare una dieta priva di questi alimenti potrebbe essere la soluzione al tuo problema.  
Cosa sono i FODMAP
FODMAP è un’acronimo che sta per “Fermentable Oligosaccharides, Monosaccharides, Disaccharides and Polyol”, in italiano “Oligosaccaridi, Disaccaridi e Monosaccaridi Fermentabili e Polioli”. I FODMAP sono carboidrati/zuccheri a catena corta, che in alcune persone vengono difficilmente assorbiti nel tratto alto dell’intestino, il tenue, deputato alla digestione e all’assorbimento dei nutrienti. Essi raggiungono indisturbati il crasso provocando i più fastidiosi sintomi dell’intestino irritabile con gonfiore, tensione addominale, crampi, in persone che già soffrono di disturbi intestinali (colon irritabile, disbiosi, morbo di Chron, colite ulcerosa). I FODMAP non sono solo a catena corta ma anche estremamente fermentescibili, cioè facilmente fermentati dai batteri dell'intestino crasso, producendo gas e metaboliti di vario genere, in particolare metano e idrogeno, inoltre, avendo proprietà altamente osmotiche, richiamano acqua nell’intestino, alterando così la velocità dei movimenti intestinali e provocando stipsi, diarrea o una combinazione di entrambi.
intestino e microbiota felice

Piccola guida per avere un microbiota felice.

Giorni fa stavo proprio stavo pensando alla flora batterica, a quanto sia importante nel nostro intero sistema, a quanto sia fondamentale per il nostro stato d'animo averla in buono stato, e ho capito un concetto semplice ma importante, e cioè che prendersene cura è davvero la chiave per curare un'infinità di problemi,  e per avere un microbiota felice. La nostra centralina, il laboratorio dove ogni millesimo di secondo si sviluppano forme di vita essenziali per la maggior parte dei processi vitali, è spesso considerata di poco conto, in fondo sta lì, a volte non ci piace, e ce ne occupiamo solo quando ci fa sentire male, quando è in disordine. E' connesso al cervello dal nervo vago, attraverso cui scambia sensazioni, stimoli, emozioni. Disturbi quali: gonfiore addominale, sindrome dell'intestino irritabile, diarrea o costipazione, ma anche depressione, indicano uno stato alterato della nostra flora batterica che possiamo definire “in disbiosi,” mentre lo stato di equilibrio viene definito eubiosi. Qui portiamo il nostro intestino quando lo conduciamo in uno stato di simbiosi, cioè in un corretto rapporto tra la flora batterica simbiotica e un individuo ospite (ad esempio i ceppi batterici derivati dai probiotici). Uno stato di disbiosi puo' essere correlato a malattie non solo del tratto digerente, ma anche, solo per citarne alcune, ad obesita', diabete, dermatite, patologie cardiovascolari, fino ad Alzheimer, Pakinson, malattie sistemiche. Per capire di piu' bisogna fare un passo indietro e parlare del microbiota e del microbioma, che a prima vista possono sembrare la stessa cosa ma non lo sono, i due concetti sono in realtà molto diversi. Il microbiota e' l'insieme di microrganismi (batteri, virus, funghi) che colonizzano un determinato ambiente, ad esempio l'intestino.. Il termine microbioma indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che questultimo è in grado di esprimere. Quindi il microbiota non è altro che la numerosa comunità di batteri che vive nel nostro intestino.
Una popolazione numerosa
Dovete sapere che le cellule batteriche sono molto più numerose delle nostre e che la maggior parte si trova proprio lì, nell'intestino. I geni batterici li sono il 99% del totale! La maggior parte dei batteri non causa malattie, anzi.. se il nostro intestino vive in simbiosi e sviluppa e fa crescere batteri buoni, noi abbiamo il benessere assicurato. Questo perchè i microbi o batteri che vivono in ambiente sano, digeriscono il cibo per generare nutrienti per le nostre cellule, sintetizzano vitamine, metabolizzano farmaci e detossificano le molecole cancerogene, stimolando il rinnovo delle cellule intestinali e attivano e supportano il nostro sistema immunitario. Capisci quanto è importante adesso il nostro intestino? Iniziamo a ricevere batteri durante il parto, essi arrivano piano piano nella nostra pancia e aumentano lentamente durante allattamento e svezzamento. Se da piccoli abbiamo leccato qua e là tutto quello che ci passava nelle mani, abbiamo contribuito ad aumentare la nostra flora batterica e dato un bel sostegno al formarsi del nostro sistema immunitario, creando cosi un bell'equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi. Non dobbiamo aver paura dei batteri, soprattutto se pensiamo al nostro microbiota, con il quale creiamo invece un rapporto di reciproco aiuto, ovvero creiamo la simbiosi: noi gli diamo un luogo caldo e sicuro dove proliferare, attraverso una giusta alimentazione, e lui ci ricompensa regolando il nostro sistema immunitario e insegnandogli a modulare la risposta immunitaria a seconda dei casi.. Se ad esempio siamo attaccati da un “batterio nemico” solitario, il microbiota reagisce con una risposta leggera, se invece ad attaccarci è un esercito di funghi cattivi, lui scatena l'artiglieria pesante. Inoltre lui regola il nostro metabolismo, e produce per noi vitamine importanti quali quelle del gruppo B e la vitamina K.    
Emozioni e malesseri
E' molto importante avere cura della propria flora intestinale, poichè i batteri in essa contenuti possono influenzare la nostra percezione del mondo e provocare stati di variazione del comportamento anche in maniera importante. Ebbene sì, è cosi. L'ecosistema laggiù influenza i nostri livelli di serotonina, potentissimo neurotrasmettitore. Quindi quando il nostro intestino è in ordine, c'è simbiosi, noi siamo felici, leggeri, lucidi e di buon umore. In poche parole se abbiamo un microbioma felice, noi siamo più felici. Quando un batterio o fungo cattivo la fa da padrona, come ad esempio il fungo della candida, avvertiamo immediatamente uno stato di malessere, che si traduce anche in alterazioni del comportamento. Ecco che quindi il nostro intestino va in disbiosi. La disbiosi è un disordine, è quella situazione in cui i batteri cattivi l'hanno fatta da padrona, a causa di vari fattori: stress, uso di antibiotici, alimentazione sregolata, alcol e cibi industriali, insomma le malattie del benessere. A questo punto i cattivi hanno colonizzato il nostro intestino, hanno mandato il tilt il microbiota, non vengono prodotte più vitamine, nè acidi grassi, non avviene detossinazione e si formano addirittura cellule potenzialmente cancerogene. Che fare? Innanzitutto iniziare ad eliminare tutti i fattori favorevoli alla malattia, come ad esempio un'alimentazione quasi totalmente costituita da cibi raffinati, farina bianca, zucchero, additivi e conservanti.  
  • Cercare di trovare un equilibrio anche nella quantità di cibo assunta, che non deve essere né in eccesso né indifetto.
Un eccesso alimentare è quasi la regola oggigiorno, ma anche un'alimentazione povera, addirittura una malnutrizione mette il nostro intestino estremamente a rischio. I batteri necessitano di cibo e un'alimentazione povera riduce la popolazione dei batteri amici. Il consumo di alcol e droghe, cosi come tabacco e inquinamento sono fattori che riducono drasticamente la popolazione amica nel nostro intestino, così come le medicine e gli antinfiammatori o la pillola concezionale influiscono negativamente sul corretto sviluppo del nostro microbiota.  
  • Ridurre o evitare se possibile i fattori di stress.
Lo stress manda il nostro intestino in tilt, il sistema digerente chiude i battenti, non trasforma il cibo e il cibo mal digerito arriva all'intestino senza essere adeguatamente lavorato. I batteri buoni non lo riconoscono come qualcosa da poter utilizzare e lo attaccano. Quel cibo non è servito proprio a niente, anzi è diventato il nostro veleno. Per questo si chiede almeno a tavola di evitare situazioni che possano alterare la qualità del pasto che poi influenzerà a sua volta tutto il nostro organismo.  
  • Ultimo ma non meno importante: masticare bene.
E questo si collega alla qualità del nostro pasto.  Mangiamo sano e mastichiamolo a lungo. Attraverso gli enzimi della saliva il cibo giunge nel tratto digerente già predigerito. Ne consegue che l'organismo verrà molto facilitato nella trasformazione dei nutrienti, che diventeranno carburante buono per la macchina perfetta che abitiamo, e i batteri del nostro microbiota se ne nutriranno per poter produrre vitamine necessarie alla nostra vita.  
Cosa succede quando siamo in disordine
Un intestino alterato, quindi in disbiosi, si presenta con sintomi a volte riconoscibili, a volte no: Scarsa risposta nutrizionale (malassorbimento intolleranze alimentari) Invecchiamento precoce Scarsa risposta immunitaria Una gran voglia di dolci Predisposizione alle infiammazioni Stitichezza o diarrea, o entrambe Gonfiore addominale Stanchezza eccessiva Disturbi del sonno Artrite reumatoide Infezioni del tratto urinario Acne, problemi di pelle Scarsa concentrazione o memoria Tristezza, ansia, depressione, disturbi dell'umore Prurito o sfoghi sulla pelle Candida intestinale e vaginale Malattie autoimmuni e cardiovascolari  
Per riequilibrare questa flora batterica cosi provata bisogna:
Nutrire il microbiota nuovamente, con prodotti naturali, fibre, prebiotici, bisogna insomma “riconcimare il terreno”. Consumare verdure meglio cotte, poiché sono di più facile assimilazione, inoltre evitano problemi di fermentazione e produzione di composti alcolici, e le fibre sono di più facile e veloce scissione da parte dei batteri. Cereali e legumi vanno consumati con moderazione, integrali e naturali, i legumi vanno consumati in piccole quantità per volta per evitare la formazioni di fitati o acido fitico (che limiterebbe l'assimilazione dei nutrienti e causerebbe produzione di gas). Sia i legumi sia i cereali vanno accompagnati da verdure cotte, oppure cereali con legumi per la presenza di lisina e triptofano in questi ultimi che si combina alla perfezione con la metionina dei cereali rendendo l'insieme altamente digeribile. Bisogna evitare il formarsi di colle intestinali dovute al consumo di farine bianche in ogni forma, l'uso di alcol e tabacco. Sono veramente rari i casi in cui c'e bisogno di un antibiotico, per cui cercare di evitarli il più possibile sarà un gran regalo per il nostro microbiota. Utilizzare rimedi naturali, omeopatici o colloidali come: l'estratto di semi di pompelmo, l'aglio, l'argento colloidale. Diviene qui fondamentale ripopolare la flora batterica con i probiotici e i prebiotici come supporto.  
Probiotici e prebiotici
I prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare selettivamente la crescita e l'attività dei batteri presenti nel colon. Essi favoriscono la crescita e l'attività di specie batteriche importanti come il Bifidobacterium e il Lactobacteri e rappresentano un interessante aiuto in caso di sindromi metaboliche, allergie e obesità. I prebiotici sono un substrato nutritivo fermentabile per la microflora intestinale, cioè un tappeto dove i batteri possono prolificare, dove selettivamente possono crescere. Così facendo si moltiplica la flora detta simbionte (composta da bifidobatteri e lattobacilli). I prebiotici più conosciuti sono gli oligosaccaridi e in particolare l'inulina, la cui idrolisi enzimatica produce i frutto-oligosaccaridi (FOS).  
L'Aloe
In natura gli oligosaccaridi si trovano in numerose piante edibili come cicoria, carciofo, cipolla, porri, aglio, asparagi, banane, avena. Una pianta estremamente ricca di prebiotici è l'aloe vera. Oltre ai suoi contenuti caratterizzati da aminoacidi essenziali, sali minerali quali potassio, magnesio, manganese, cromo, zinco, rame, ferro, sodio e di vitamine ed enzimi, contengono l'acemannano un polisaccaride che svolge una sostanziale funzione protettiva e lenitiva del tratto intestinale. L'aloe ha una funzione prebiotica primaria. Aumenta tantissimo la capacità di colonizzazione dell'intestino da parte dei probiotici. L'efficacia dell'uso di aloe consente di poter evitare di prendere grandi quantitativi di probiotici per ricolonizzare l'intestino. I probiotici (pro- bios= pro-vita) sono batteri fisiologici, quindi contengono solo microrganismi naturalmente presenti all'interno dell'intestino, in grado così di raggiungerlo e colonizzarlo. Colonizzandolo, essi si liberano della flora nemica e dei suoi metaboliti tossici, rispristinando la salute della mucosa intestinale e la corretta permeabilità delle pareti dell'intestino, con conseguenze positive su tutto l'organismo. I probiotici dunque, nutrendosi dei prebiotici, possono proliferare e crescere e diventare il nuovo esercito del microbiota che si occuperà di tenerci in salute ed esercitare tutte le attività necessarie alla simbiosi.  
Cervello felice = microbiota felice e sano
Infine per far sì che il nostro primo cervello, l'intestino, non si contragga in spasmi, non diventi facile bersaglio dell'attacco dei batteri cattivi, bisogna seriamente ridurre i fattori che ci causano stress. Sembra banale ma non lo è affatto, una volta che noi ci siamo occupati di lui dal punto di vista fisiologico, dobbiamo lavorare anche su un piano più sottile. Le emozioni di pancia sono quelle più vere, per cui possiamo non ascoltare la nostra pancia? Se non siamo noi a prenderci cura della nostra salute, chi può farlo al posto nostro? Essenziale... Circondarsi di persone che ci fanno stare bene Ritagliarsi spazi in cui è possibile coltivare le proprie passioni e dedicarsi del tempo. Coltivare gli affetti, amare e sentirsi amati Dedicare il giusto tempo alla convivialità del pasto Muoversi, passeggiare, danzare, ritornare bambini. Perchè non c'è niente di più bello per la nostra pancia del sentirsi viva, e ogni emozione positiva che vivremo si tradurrà in una nuova cellula sana, un nuovo biofotone entrerà a far parte del nostro sistema, e la nostra energia salirà.  Provare per credere.                  

L’acidosi e il ph, il suo equilibrio è il tuo benessere

Il pH è il valore che esprime­­­ (in termini logaritmici) il grado di acidità di una soluzione. Nel nostro corpo ci dà la concentrazione di ioni idrogeno nei liquidi corporei. Quando questo stato d’equilibrio acido-base si modifica, anche leggermente, si hanno alterazioni nelle normali reazioni biochimiche cellulari ed enzimatiche che stanno alla base della vita. Il nostro corpo è stato progettato alcalino, ma può funzionare anche in ambiente leggermente acido, le cellule producono acidi interni che poi però devono essere agevolmente eliminati. E’ quando si accumulano troppi radicali acidi nell’organismo, che avviene una sorta di “inquinamento” che è all’origine della malattia. Noi siamo formati da circa 75 miliardi di cellule che lavorano in continuazione e che riversano rifiuti metabolici nei fluidi corporei. Questi rifiuti sono acidi e devono trovare un ambiente alcalino per essere eliminati, evitando così di avvelenare le cellule. Perché il sangue si mantenga sempre nel suo stato alcalino, l’organismo in stato di acidificazione, tenta di alcalinizzarsi in ogni modo possibile e a questo proposito decide di utilizzare “catturare” i minerali che servono come fonte basificante, da ossa, denti e muscoli. Le conseguenze possono essere una forte demineralizzazione e decalcificazione in particolare, poiché il calcio viene estratto dalle ossa per sopperire alla forte acidità dei liquidi corporei che egli deve assolutamente tamponare. L'acidosi diviene davvero uno stato pericoloso del nostro organismo, le sue conseguenze si esprimono in stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi, dolori di origine infiammatoria, blocco del metabolismo… Spesso è sottovalutata, o meglio i disturbi non  vengono spontaneamente collegati ad una presenza di acidosi, malgrado la gravità di essi. Il livello di acidità del nostro organismo va perciò tenuto sotto controllo. E’ essenziale mantenere uno stato di omeostasi, il nostro corpo lo sa, e cerca di attuare tutta una serie di strategie perché questo avvenga, ma il fatto di dover effettuare ogni giorno questa lotta estenuante, lo priva di energie e sfianca sistemi e organi, fin quando questi non si esprimono in maniera sintomatica con: osteoporosi, problemi cardiovascolari, sclerosi multiple, ictus, morbo di Parkinson. Ad un certo punto diviene per il corpo impossibile regolare il processo dell’equilibrio sul ph, e “getta la spugna” si ammala, anche in maniera molto grave. Uno stato grave di acidosi può portare fino al coma.   L’ essenziale per la salute del nostro organismo è che il pH delle nostre urine non scenda sotto 7 (l'ideale sarebbe 7,3). Normalmente se l'alimentazione è equilibrata, se si è in acidosi l'acidità rientra nella norma, ma non accade sempre in maniera così veloce, perché altre possono essere le cause dell'acidosi:  
  • l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti (proteine animali, cereali, legumi, zucchero, tè, caffè, alcol)
  • la carenza di oligoelementi e vitamine
  • le sostanze chelanti provenienti dall’inquinamento
  • la scarsità di ossigenazione nei soggetti sedentari
  • un’insufficienza funzionale endocrina
  • lo stress e il sovraffaticamento
  • disturbi degli organi emuntori (per esempio insufficienza renale)
  • l’uso sproporzionato di farmaci
  • stati psicologici alterati (collera, preoccupazione, paura, ecc.).
   
Sintomi psicologici dell’acidosi
I sintomi dell’acidosi sono molto subdoli e all’inizio possono essere scambiati addirittura come uno stato di benessere. I sintomi si instaurano lentamente e progressivamente, e la persona presenta:
  • Esagerato senso di benessere, ritenendo peraltro di sentirsi in ottima forma, aumento dell’energia, ci sembra di essere in grado di fare qualsiasi cosa.
  • Eccessivo movimento, incapacità di stare fermi dovuta alla marcata stimolazione delle terminazioni nervose da parte dei radicali acidi liberati.
Con questo accumulo man mano il soggetto diviene sempre più irritabile, sgradevole ed odioso, la frase comune “ quanto sei acido!” calza  a pennello.  
  • Inizia a dare la colpa agli altri per i suoi problemi, diventa malcontento e lamentoso.
  • Difficile da soddisfare, niente più gli va bene, si irrita spesso con il suo interlocutore.
  • Inizia a notare solo il lato pessimistico della vita.
  • Inizia a riposare male, il sonno diviene insufficiente, il rimugino dei pensieri non lo abbandona neanche di notte.
  • Stanchezza ed irritabilità fin dal risveglio, riesce a carburare solo grazie a “tonici” come il caffè e le sigarette.
  • Poi inizia a ricercare alimenti che lo portino in uno stato di “down” come cioccolato e alcolici.
  • Con l’aumento dei radicali acidi subentra la fatica ed una serie di inevitabili sintomi correlati.
  • Per cercare di neutralizzare la galoppante acidosi, l’organismo sviluppa soluzioni fisiologiche difensive, rimuovendo sostanze alcaline da muscoli e ossa e liberandole nel circolo sanguigno.
  • E tutto questo in un circolo vizioso che si ripete quotidianamente.
Ci sono molti segnali che il corpo ci invia per farci capire che siamo in uno stato d’allarme, molto spesso definito nel suo estremo “burn-out”, e allora prima di arrivare a questo punto dovremmo fare un passo indietro e correre ai ripari.  
Ma come fare per valutare fisicamente lo stato di acidosi?
Il metodo più usato è il controllo dell'acidità delle urine, che può essere effettuato facilmente da chiunque. Occorre procurarsi in farmacia un misuratore del pH (cartina di tornasole): sono venduti sotto forma di striscioline o di rotolini di carta speciale. L'acidità si misura in tre momenti della giornata:
  • seconda urina del mattino (quella dopo colazione) • prima di pranzo • prima di cena.
Va fatto per almeno quindici giorni, tenendo conto che il valore varia nel corso della giornata se siamo a digiuno o abbiamo mangiato. Il fatto è che non sempre questo metodo risulta sufficiente poiché, sebbene il ph mostrato dalla cartina tornasole risulti basico, questo potrebbe significare che una grande quantità di minerali è stata utilizzata dall’organismo per tamponare l’acidità e questo diventa un estremo tentativo per salvare il salvabile. Per essere più precisi ci sono altri parametri da considerare. Per valutare la nostra salute occorre essere più obiettivi sul nostro stile di vita e la nostra alimentazione, e da lì possiamo già capire se siamo in uno stato di acidosi. Molto frequentemente l'acidità delle urine è sintomo di uno squilibrio maggiormente alimentare. Bisogna quindi innanzi tutto correggere l'alimentazione con una dieta più equilibrata. Introdurre cibi basici come le verdure e la frutta, eliminare o ridurre per un certo periodo di tempo cereali e derivati di tutti i tipi, i legumi secchi, i latticini, gli zuccheri, i prodotti di origine animale, caffè, tè, bevande industriali.. permette al nostro corpo di ritornare velocemente in equilibrio. Una volta raggiunto si possono reintrodurre gradatamente e moderatamente i cibi eliminati, sempre cercando di mantenere una buona proporzione tra i cibi acidi e gli alcalinizzanti che devono essere in maggior numero. Anche il movimento e il sonno di qualità sono i primi fattori per una buona ossigenazione ed eliminazione delle scorie tossiche, necessarie per il mantenimento di un buon livello di ph tissutale. Insomma un equilibrio nello stile di vita equivale ad un equilibrio del nostro ph. Non dimentichiamo i nostri pensieri, quelli sono in grado di acidificare il nostro corpo così come gli alimenti. Uno stato d’animo felice influenza positivamente tutti i nostri sistemi compreso quello neurovegetativo, per cui pensieri postivi e atteggiamento sereno creano una maggiore ossigenazione  a favore dell’equilibrio del ph nei fluidi corporei.   Qui di seguito ho creato una tabella più completa del semplice controllo delle urine che valuti tutte le componenti coinvolte:   Consideriamo il valore ph di urine e saliva, annotiamo i farmaci se assunti, il test del pugno al mattino è altamente indicativo per determinare se siamo pieni di acidi (non riusciremo a chiuderlo né a far forza) Ed un esame obiettivo delle condizioni fisiche (come mi sento oggi da 0 a 10), unito al numero di ore dormite, fanno un quadro completo della situazione, su cui poter lavorare.   Ci sono molti studi ormai che determinano l’acidificazione delle cellule come causa principale di malattie gravi e tumori. Quindi un atteggiamento saggio è quello di lavorare in prevenzione, attuando piccole ma quotidiane e costanti, ripetitive azioni per mantenere uno stato di salute che, come ha sancito L’Organizzazione Mondiale per la Sanità in un documento del 1948, è “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità” e nel 1986 la Carta di Ottawa ribadisce che “la promozione della salute non è legata soltanto al settore sanitario: supera gli stili di vita per mirare al benessere”. Quindi l’adozione di un corretto stile di vita e un giusto regime alimentare po' contribuire a favore di salute e longevità. E se riassumiamo che all’origine della malattia c’è sempre un processo infiammatorio che provoca acidificazione, non dobbiamo far altro che iniziare a lavorare su questo. Ne beneficeranno:
  • il metabolismo
  • il sistema nervoso
  • i muscoli e il sistema osteoarticolare
  • il cervello
  • il sistema circolatorio
  • il sistema linfatico
  • il sistema digestivo
  • gli organi tutti
Come regalo finale sopravverrà un senso di ritrovata leggerezza, calma e rilassatezza, forza ed energia come risorsa costante.           [         tabella controllo ph
I cinque elementi e il fuoco digestivo

Cucinare secondo i 5 elementi e il fuoco digestivo

Cresciuta in una famiglia contadina, ho da sempre assorbito la cultura delle leggi biologiche, attraverso mia nonna, le zie, la mamma, e la raccolta, la preparazione e la nutrizione secondo le natura, sono sempre stati parte irrinunciabile del nostro modo di accompagnare i pasti.Loro non conoscevano le teorie della Medicina tradizionale Cinese, o perlomeno non sapevano si trattasse di questo, ma conoscevano bene i moti lunari, l'agricoltura biodinamica, la lentezza e l'amore dal seme al piatto, in ogni singola fase della preparazione. E conoscevano bene la legge dei cinque elementi e il fuoco digestivo.

Limone : Il disintossicante in dispensa per il nostro benessere

Il limone non può mancare nelle nostre dispense. 

Frutto mediterraneo per eccellenza, ha un aroma straordinario ed è utilizzabile in cucina in mille modi, ma un altro non meno importante motivo che lo rende indispensabile, è che il limone ha spiccate proprietà diuretiche e disintossicanti.

 

La sua azione aiuta a risvegliare il metabolismo a funzionare meglio ed è un alleato straordinario per contenere l'appetito dopo gli eccessi alimentari, con il suo alto contenuto di pectina.

Oltretutto è un valido aiuto nella digestione, perchè favorisce nello stomaco, la creazione di un ambiente alcalino, poichè l'acido citrico è un perfetto regolatore dell'acidità dello stomaco .. 

ebbene sì, il limone non è acido, in realtà e uno degli alimenti maggiormente indicati 

per contrastare l'acidosi metabolica latente. 

Il suo sapore è astringente, la sua natura piccante, amara, rinfrescante. 

E' antibatterico, migliora le difese immunitarie, è' diuretico depurativo, antigottoso, remineralizzante 

Noi tutti sappiamo che la funzione disintossicante o detossinizzante nel nostro organismo è svolta principalmente dai reni e dal fegato.

Ecco che in questo caso, l'acido citrico del limone massimizza le potenzialità degli enzimi, che svolgono la loro normale attività in modo più veloce ed efficace, ne deriverà quindi un lavoro alleggerito per gli organi deputati alla depurazione.

L'azione combinata dell'acido citrico con la vitamina C, inoltre, lo fa diventare un potente antiossidante, antiinfiammatorio,con un forte potere contrastante l'invecchiamento cellulare.

E' inoltre un alleato contro l'ipertensione e il colesterolo cattivo. Grazie alla sua sua forza liposolvente favorisce la digestione dei cibi grassi, stimola la produzione della bile e favorisce lo svuotamento della cistifellea. Ne consegue una profonda funzione disintossicante e purificante del sangue.

Sia il succo che la buccia sono incredibilmente versatili e adatti a preparazioni per migliorare il nostro stato di salute. Io lo uso periodicamente in queste quattro semplici ricette, si preparano in pochi minuti e sono efficacissime.

 

 

Acqua calda e limone al mattino

Di questa pratica ne beneficiano numerosi organi: da quelli emuntori, all'intestino ( sì sfatiamo un altro tabù: il limone non causa stitichezza, al contrario equilibra l'intestino) fino alla pelle e persino all'alito. A livello energetico e un forte migliorante dell'umore.

Sono personalmente affezionata a questo rito mattutino, poiche l’acqua tiepida, aggiunta al succo di limone, stimola il lavoro dell’apparato gastrointestinale e facilita la digestione, creando quell'ambiente alcalino che promuove il benessere di tutto l’organismo.

 

Servono:

250/300 ml acqua calda

Il succo di mezzo limone

La bevanda va sorseggiata a piccoli sorsi, in un tempo breve, in modo che non si raffreddi. 
Dopo dieci-quindici minuti è possibile fare la colazione.

Per lasciare a questa bevanda il tempo necessario di agire è consigliabile assumerla subito, al risveglio, quando il nostro organismo riposato e pronto a liberarsi delle tossine rilasciate nella notte, e si prepara ad affrontare una   giornata densa di impegni che richiede energia.

 

 

Sciroppo di zenzero e miele

Ecco uno dei rimedi più usati dai tempi delle nostre nonne per tosse e mal di gola, corroborante quando le difese iniziano a calare.

  • 1 limone biologico non trattato
  • 1 pezzetto di radice di zenzero fresco
  • qualche cucchiaio di miele (possibilmente biologico), ottimo quello di eucalipto

 

Lavare ed asciugare un limone e tagliarlo a fettine fini Fare lo stesso con lo zenzero.
Sistemare le fettine di limone e di zenzero in un vasetto di vetro ben pulito, facendo vari strati fino a riempire il vasetto. Quindi ricoprire tutto con il miele fino all’orlo.

Il miele ideale per preparare questo sciroppo è quello di eucalipto.
Questa preparazione si lascia riposare per qualche ora a temperatura ambiente, dopodiché si conserva lo sciroppo in frigorifero per un massimo di 2 settimane.

Si assume uno o due cucchiaini direttamente in bocca o sciolto in una tazza d’acqua bollente.

 

 

 

Crema purificante al limone

Mixare 3 limoni bio non trattati in superficie (tagliati a fette), 1-2 spicchi d’aglio e 3 centimetri di zenzero fresco (tagliato a fettine sottili) con poca acqua, fino a farlo diventare una crema bianca e densa. Un cucchiaio della crema allungato in un bicchiere d’acqua darà una limonata rinfrescante. La dose giornaliera ammonta a 2-4 cucchiai di crema. La crema in frigorifero si mantiene fresca per 3-4 giorni.

Questa operazione effettuata per 2-3 settimane è una cura adatta per persone con accumulo di muco, che tendono ad essere infiammate.

 

 

Acqua al limone, menta e cetriolo

Quest'acqua è una bevanda dissetante e detossinante, ideale da preparare e consumare in estate. 

Se ne può preparare una caraffa e consumarla durante la giornata al posto dell’acqua.L’acqua aromatizzata al limone, menta e cetriolo mette insieme le proprietà rinfrescanti del limone con quelle diuretiche e dissetanti del cetriolo. La menta, oltre a donare un gusto inconfondibile a questa acqua detox, dona le proprietà antisettiche, rinfrescanti che la caratterizzano. 

 

 

 

 

 

 

gemmoderivati e tinture madri

Gemmoderivati e tinture madri in aiuto prima delle feste

Dicembre vuol dire Natale, e tutto ciò che comporta. Sappiamo tutti benissimo a cosa andremo incontro, nonostante i buoni propositi.. Feste, riunioni familiari, occasioni per cene e grandi abbuffate non faranno prigionieri! Ma noi possiamo giocare un po' d'astuzia e, cercando di alimentarci in maniera più sana e leggera nelle settimane pre-natalizie, possiamo aiutarci con dei semplici ma funzionali rimedi: i gemmoderivati e le tinture madri. La natura ancora una volta ci viene in soccorso, e se proprio ci aspetta un sovraccarico per il nostro apparato digerente, che in questo caso è dato dalle feste natalizie ma è valido in qualsiasi occasione, allora possiamo correre ad questi rimedi che agiscono mediante un’azione depurativa sugli organi maggiormente “impegnati” nella disintossicazione (fegato, pancreas e rene) aiutando anche stomaco e intestino.    
Macerati glicerici o gemmoderivati
La forza delle gemme è straordinaria in questi preparati che non mancano mai nella dispensa di casa:
Noce (juglans regia)
Il macerato glicerico delle gemme della noce agisce sui processi digestivi degli zuccheri (pasta, pane, dolci ecc.), in tutti i casi dove vi sia un abbondante gonfiore della pancia dopo i pasti.E' digestivo, amaro-tonico, depurativo, drena e rigenera i tessuti intestinali e di riflesso purifica pelle, pancreas, fegato e sistema linfatico.
Ficus carica
le gemme di fico hanno un tropismo particolare sullo stomaco e la digestione. E' digestivo, calmante, ideale per mal di stomaco, bruciori, pienezza eccessiva, contro i gonfiori e gli spasmi.
Mirtillo rosso (vaccinium vitis idaea)
Il macerato glicerico di mirtillo rosso ha un’azione antinfiammatoria, attenua gli spasmi e rilassa la muscolatura intestinale. Ha azione sedativa, antispastica, lenitiva e stimolante, in caso di motilità intestinale scarsa. Gonfiore intestinale, colite, crampi, stipsi o diarrea troveranno giovamento con le bacche di mirtillo rosso.
Linfa di betulla gemme
Questa pianta ha una azione diuretica ha il beneficio di aiutare ad eliminare le scoria azotate e l’acido urico (utile in questo periodo visto che mangiamo più proteine: carni bianche, rosse e pesce). Aiuta quindi nella depurazione e drenaggio linfatico
Macerato di lampone (Rubus idaeas)
Ricco di vitamine, questo estratto apporta anche moderati dosaggi di chetoni vegetali, utili per dare una scossa al metabolismo pigro e per smaltire il grasso molle che si deposita soprattutto quando si beve poco.  
Tinture madri, i tre moschettieri:
Queste tinture sono molto efficaci sia singolarmente che in associazione, e lavorano su fegato – cistifellea – stomaco – intestino.
Tintura madre di carciofo
Racchiudendo in sè le proprietà della pianta, è depurativa, diuretica, disintossicante, ipoglicemizzante, digestiva, tonica, antiossidante, snellente, aiuta ad eliminare la ritenzione idrica. La cinarina provoca un aumento del flusso biliare e della diuresi, svolgendo altresì un ruolo importante nell'abbassamento del colesterolo.
Tintura madre di tarassaco
è utilizzata per stimolare la funzionalità digestiva ed epatica; favorire la regolarità del transito intestinale e il drenaggio dei liquidi corporei, perché in grado di attivare gli organi emuntori (fegato, reni, pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine (zuccheri, trigliceridi, colesterolo, acidi urici) e disintossicare l'organismo.  
Tintura madre di cardo mariano
Ha un'elezione particolare per il fegato. E' un decongestionante epatico e le sue proprietà benefiche sono conosciute da tempo dalla medicina popolare che utilizza la pianta (frutti e foglie) proprio per il trattamento di disturbi del fegato su cui ha un effetto rigenerante, in particolare aiuta a disintossicare l'eccesso di alcol  
Tintura madre di rafano Nero (Raphanus sativus)
Detto anche Barbaforte o Cren, il rafano è un eccellente depurante e drenante epatico, stimola la secrezione biliare ed allevia le emicranie postprandiali, aiuta nelle cattive digestioni o gonfiore addominale e promuove la fluidificazione della bile.  
Tintura madre di curcuma
La tintura madre di curcuma è un potente antiossidante e antinfiammatorio, utile contro infiammazioni, come digestivo, per depurare e fluidificare il sangue, liberandolo dai grassi. Stimola le funzioni del fegato, tratta i disturbi gastrointestinali di lieve entità legati ad una cattiva digestione (meteorismo, colon irritabile).  

  Sia i gemmoderivati che le tinture madri hanno una frazione alcolica, per cui assumendo le gocce, se vogliamo evitarlo l'ideale sarebbe berle in acqua tiepida aspettando che la leggera frazione di alcol evapori. Ovviamente evitare il fai da te è sempre da consigliare, avvalersi della consulenza di un naturopata o erborista è la cosa migliore.   Se faremo i giusti passi in direzione della prevenzione, eviteremo di incorrere in disturbi fastidiosi e godremo delle feste senza effetti collaterali.                
Il magnesio catalizzatore di importanti funzioni

Il magnesio catalizzatore di importanti funzioni

Nella mia pratica naturopatica mi capita spesso di consigliare il magnesio , e la risposta che ricevo spesso è una gran confusione a riguardo. Sia perchè non si conoscono le differenze tra i vari tipi di magnesio, sia perchè non c'è una informazione medica che dia il meritato posto a questo prezioso minerale, fonte di profonde trasformazioni nel nostro organismo. ll magnesio (Mg) è un elemento molto abbondante in natura, che costituisce all’incirca il 2,3% della crosta terrestre ed è catalizzatore di importanti funzioni.
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