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Alimentazione

Alimentazione - Mele rosse mature

C’è un piccolo grande segreto che si nasconde dietro ogni cellula, ogni atomo o molecola e cioè l’unicità, la similitudine, ciò che crea ogni particella di cibo che noi ingeriamo, che diventa fluido organico, tessuto, che diventa noi.

Attraverso un perfetto processo alchemico tutto si trasforma in energia.

Fai che il cibo sia la tua medicina, e che la medicina sia il tuo cibo, diceva Ippocrate. Non è forse attraverso ciò che ingeriamo che si strutturano le nostre cellule, che si formano i nostri pensieri?

Noi siamo la trasformazione di quella vitamina, di quell’aminoacido, di quell’enzima. “L’uomo è ciò che mangia”.
Questo processo affascinante che avviene dentro il nostro corpo ci manda ogni giorno i feedback di cui abbiamo bisogno per capire se stiamo andando nella giusta direzione.
Ognuno di noi è unico e attraverso percorsi individuali che considerano la storia, le origini, il territorio, le abitudini di ciascuno possiamo capire dove vogliamo andare.
Un percorso di consapevolezza affascinante che va oltre il semplice mangiare e che porta ad una educazione alimentare che ci farà sentire sempre di più in armonia con il mondo e con noi stessi.

Articoli collegati all’alimentazione


LA ZUCCA E I SUOI BENEFICI
  Frutto tipico della stagione autunnale, la zucca è un ortaggio molto apprezzato sia per il suo bellissimo colore caldo, dovuto alla presenza di carotenoidi, sia grazie alle sue caratteristiche organolettiche, che donano ricchezza ai piatti autunnali. Con il termine zucca vengono identificate diverse piante della famiglia delle Cucurbitacee. La zucca è molto povera di calorie e ricca di nutrienti, ed è molto utile per la sua azione diuretica e calmante. Come tutti gli ortaggi di colore arancione è ricca di caroteni, sostanze che l’organismo utilizza per la produzione di vitamina A e che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Dimagrimento ed aumento del metabolismo: ecco le sostanze e le piante che aiutano in modo diretto.

In natura vi sono sostanze, che possono avere un effetto diretto sul metabolismo. Quando parlo di effetto diretto intendo la capacità di queste sostanze di intervenire sulla capacità termogenica e adattogena che influenza il processo di trasformazione, responsabile dell’accumulo o dell’uso del surplus energetico assunto attraverso i cibi.   Se abbiamo quindi deciso di cominciare una dieta sana e ipocalorica e una regolare attività fisica, possiamo aiutarci con sostanze presenti in natura che accelerano il metabolismo basale e stimolano il processo di termogenesi, processo che riduce la conversione dei grassi assunti con la dieta in calorie, indirizzando i nutrienti (specialmente carboidrati e grassi) a produrre energia sotto forma di calore, e anche a rimettere in moto il tessuto adiposo di riserva: agire sulla termogenesi permette, quindi, di tenere maggiormente sotto controllo il peso corporeo e di impedire l’accumulo di grasso, specialmente nel girovita e nella zona addominale.   Ecco alcune tra quelle che secondo il mio parere sono le più efficaci piante e sostanze che attivano la termogenesi e hanno effetto sull’assimilazione e sulla lipolisi (processo di degradazione dei grassi), prendetevi un po' di tempo e leggete..

La fame emotiva

Ti è mai capitato di cercare istintivamente del cibo per calmare la tua mente?
Di arrivare a un momento della giornata, spesso la sera, dove ti guardi intorno annoiato e l’unica cosa che vuoi è mangiare qualcosa per riempire questo spazio vuoto? Di afferrare automaticamente qualcosa dalla cucina per calmare i tuoi pensieri? Allora ecco che hai sperimentato la fame emotiva. Gli inglesi hanno coniato un appellativo per definire il desiderio irrefrenabile per un cibo (craving), perché è un fenomeno molto più comune di quanto si pensi. Avere il craving è segno che dentro di noi si è rotto un equilibrio e che dobbiamo fermarci e osservare la nostra vita. Vuol dire che dobbiamo riprendere il contatto con noi stessi, perché se il corpo è arrivato a mendarci dei segnali distorti, è indice che finora non lo abbiamo ascoltato, e adesso adotta tutta una serie di strategie di compensazione attraverso i complicati meccanismi della mente.

Conosci i cibi FODMAP?

Molte persone, e in numero sempre crescente, si trovano a dover combattere con il gonfiore addominale. Si stima il 15% della popolazione mondiale, un fenomeno che interessa soprattutto le donne. Quante volte si cercano le soluzioni più disparate per porre fine a un disturbo tanto sgradevole quanto difficile all’apparenza da risolvere? Le cause di gonfiori e distonie intestinali sono di solito un’eccessiva produzione di gas, e un malfunzionamento nei movimenti dei muscoli dell’apparato digerente. Il gonfiore è dovuto in genere ad un eccessivo apporto di solidi, liquidi o gas nell’apparato digerente, ma spesso in alcune persone la causa principale è un aumento di sensibilità. Gli approcci al problema sono vari. La prima cosa che viene consigliata in questi casi è di adottare comportamenti a tavola atti a far diminuire questa spiacevole reazione: 1. NON MANGIARE TROPPO IN UN SOLO PASTO 2. MASTICA BENE E A LUNGO 3. NON MANGIARE CIBO CHE PRODUCE GAS Ma, se ancora dopo tutto questo non hai sperimentato miglioramento, allora è il caso che tu sappia dell’esistenza dei cibi FODMAP. Adottare una dieta priva di questi alimenti potrebbe essere la soluzione al tuo problema.  
Cosa sono i FODMAP
FODMAP è un’acronimo che sta per “Fermentable Oligosaccharides, Monosaccharides, Disaccharides and Polyol”, in italiano “Oligosaccaridi, Disaccaridi e Monosaccaridi Fermentabili e Polioli”. I FODMAP sono carboidrati/zuccheri a catena corta, che in alcune persone vengono difficilmente assorbiti nel tratto alto dell’intestino, il tenue, deputato alla digestione e all’assorbimento dei nutrienti. Essi raggiungono indisturbati il crasso provocando i più fastidiosi sintomi dell’intestino irritabile con gonfiore, tensione addominale, crampi, in persone che già soffrono di disturbi intestinali (colon irritabile, disbiosi, morbo di Chron, colite ulcerosa). I FODMAP non sono solo a catena corta ma anche estremamente fermentescibili, cioè facilmente fermentati dai batteri dell'intestino crasso, producendo gas e metaboliti di vario genere, in particolare metano e idrogeno, inoltre, avendo proprietà altamente osmotiche, richiamano acqua nell’intestino, alterando così la velocità dei movimenti intestinali e provocando stipsi, diarrea o una combinazione di entrambi.
statua che mostra l'intestino tenue

Piccola guida per microbiota felice

Non scrivo da un po' così proprio in questi giorni, ma proprio mentre stavo pensando alla flora batterica, a quanto sia importante nel nostro intero sistema, a quanto sia fondamentale per il nostro stato d'animo averla in buono stato, ho deciso di condividere un concetto semplice ma importante, e cioè che prendersene cura è davvero la chiave per curare un'infinità di problemi. La nostra centralina, il laboratorio dove ogni millesimo di secondo si sviluppano forme di vita essenziali per la maggior parte dei processi vitali, è spesso considerata di poco conto, in fondo sta lì, a volte non ci piace, e ce ne occupiamo solo quando ci fa sentire male, quando è in disordine. E' connesso al cervello dal nervo vago, attraverso cui scambia sensazioni, stimoli, emozioni. Disturbi quali: gonfiore addominale, sindrome dell'intestino irritabile, diarrea o costipazione, ma anche depressione, indicano uno stato alterato della nostra flora batterica che possiamo definire “in disbiosi,” mentre lo stato di equilibrio viene definito eubiosi. Qui portiamo il nostro intestino quando lo conduciamo in uno stato di simbiosi, cioè in un corretto rapporto tra la flora batterica simbiotica e un individuo ospite (ad esempio i ceppi batterici derivati dai probiotici). Uno stato di disbiosi puo' essere correlato a malattie non solo del tratto digerente, ma anche, solo per citarne alcune, ad obesita', diabete, dermatite, patologie cardiovascolari, fino ad Alzheimer, Pakinson, malattie sistemiche. Per capire di piu' bisogna fare un passo indietro e parlare del microbiota e del microbioma, che a prima vista possono sembrare la stessa cosa ma non lo sono, i due concetti sono in realtà molto diversi. Il microbiota e' l'insieme di microrganismi (batteri, virus, funghi) che colonizzano un determinato ambiente, ad esempio l'intestino.. Il termine microbioma indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che questultimo è in grado di esprimere. Quindi il microbiota non è altro che la numerosa comunità di batteri che vive nel nostro intestino.
Una popolazione numerosa
Dovete sapere che le cellule batteriche sono molto più numerose delle nostre e che la maggior parte si trova proprio lì, nell'intestino. I geni batterici li sono il 99% del totale! La maggior parte dei batteri non causa malattie, anzi.. se il nostro intestino vive in simbiosi e sviluppa e fa crescere batteri buoni, noi abbiamo il benessere assicurato. Questo perchè i microbi o batteri che vivono in ambiente sano, digeriscono il cibo per generare nutrienti per le nostre cellule, sintetizzano vitamine, metabolizzano farmaci e detossificano le molecole cancerogene, stimolando il rinnovo delle cellule intestinali e attivano e supportano il nostro sistema immunitario. Capite quanto è importante adesso il nostro intestino? Iniziamo a ricevere batteri durante il parto, essi arrivano piano piano nella nostra pancia e aumentano lentamente durante allattamento e svezzamento. Se da piccoli abbiamo leccato qua e là tutto quello che ci passava nelle mani, abbiamo contribuito ad aumentare la nostra flora batterica e dato un bel sostegno al formarsi del nostro sistema immunitario, creando cosi un bell'equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi. Non dobbiamo aver paura dei batteri, soprattutto se pensiamo al nostro microbiota, con il quale creiamo invece un rapporto di reciproco aiuto, ovvero creiamo la simbiosi: noi gli diamo un luogo caldo e sicuro dove proliferare, attraverso una giusta alimentazione, e lui ci ricompensa regolando il nostro sistema immunitario e insegnandogli a modulare la risposta immunitaria a seconda dei casi.. Se ad esempio siamo attaccati da un “batterio nemico” solitario, il microbiota reagisce con una risposta leggera, se invece ad attaccarci è un esercito di funghi cattivi, lui scatena l'artiglieria pesante. Inoltre lui regola il nostro metabolismo, e produce per noi vitamine importanti quali quelle del gruppo B e la vitamina K.    
Emozioni e malesseri
E' molto importante avere cura della propria flora intestinale, poichè i batteri in essa contenuti possono influenzare la nostra percezione del mondo e provocare stati di variazione del comportamento anche in maniera importante. Ebbene sì, è cosi. L'ecosistema laggiù influenza i nostri livelli di serotonina, potentissimo neurotrasmettitore. Quindi quando il nostro intestino è in ordine, c'è simbiosi, noi siamo felici, leggeri, lucidi e di buon umore. Quando un batterio o fungo cattivo la fa da padrona, come ad esempio il fungo della candida, avvertiamo immediatamente uno stato di malessere, che si traduce anche in alterazioni del comportamento. Ecco che quindi il nostro intestino va in disbiosi. La disbiosi è un disordine, è quella situazione in cui i batteri cattivi l'hanno fatta da padrona, a causa di vari fattori: stress, uso di antibiotici, alimentazione sregolata, alcol e cibi industriali, insomma le malattie del benessere. A questo punto i cattivi hanno colonizzato il nostro intestino, hanno mandato il tilt il microbiota, non vengono prodotte più vitamine, nè acidi grassi, non avviene detossinazione e si formano addirittura cellule potenzialmente cancerogene. Che fare? Innanzitutto iniziare ad eliminare tutti i fattori favorevoli alla malattia, come ad esempio un'alimentazione quasi totalmente costituita da cibi raffinati, farina bianca, zucchero, additivi e conservanti.  
  • Cercare di trovare un equilibrio anche nella quantità di cibo assunta, che non deve essere né in eccesso né indifetto.
Un eccesso alimentare è quasi la regola oggigiorno, ma anche un'alimentazione povera, addirittura una malnutrizione mette il nostro intestino estremamente a rischio. I batteri necessitano di cibo e un'alimentazione povera riduce la popolazione dei batteri amici. Il consumo di alcol e droghe, cosi come tabacco e inquinamento sono fattori che riducono drasticamente la popolazione amica nel nostro intestino, così come le medicine e gli antinfiammatori o la pillola concezionale influiscono negativamente sul corretto sviluppo del nostro microbiota.  
  • Ridurre o evitare se possibile i fattori di stress.
Lo stress manda il nostro intestino in tilt, il sistema digerente chiude i battenti, non trasforma il cibo e il cibo mal digerito arriva all'intestino senza essere adeguatamente lavorato. I batteri buoni non lo riconoscono come qualcosa da poter utilizzare e lo attaccano. Quel cibo non è servito proprio a niente, anzi è diventato il nostro veleno. Per questo si chiede almeno a tavola di evitare situazioni che possano alterare la qualità del pasto che poi influenzerà a sua volta tutto il nostro organismo.  
  • Ultimo ma non meno importante: masticare bene.
E questo si collega alla qualità del nostro pasto.  Mangiamo sano e mastichiamolo a lungo. Attraverso gli enzimi della saliva il cibo giunge nel tratto digerente già predigerito. Ne consegue che l'organismo verrà molto facilitato nella trasformazione dei nutrienti, che diventeranno carburante buono per la macchina perfetta che abitiamo, e i batteri del nostro microbiota se ne nutriranno per poter produrre vitamine necessarie alla nostra vita.  
Cosa succede quando siamo in disordine
Un intestino alterato, quindi in disbiosi, si presenta con sintomi a volte riconoscibili, a volte no: Scarsa risposta nutrizionale (malassorbimento intolleranze alimentari) Invecchiamento precoce Scarsa risposta immunitaria Una gran voglia di dolci Predisposizione alle infiammazioni Stitichezza o diarrea, o entrambe Gonfiore addominale Stanchezza eccessiva Disturbi del sonno Artrite reumatoide Infezioni del tratto urinario Acne, problemi di pelle Scarsa concentrazione o memoria Tristezza, ansia, depressione, disturbi dell'umore Prurito o sfoghi sulla pelle Candida intestinale e vaginale Malattie autoimmuni e cardiovascolari  
Per riequilibrare questa flora batterica cosi provata bisogna:
Nutrire il microbiota nuovamente, con prodotti naturali, fibre, prebiotici, bisogna insomma “riconcimare il terreno”. Consumare verdure meglio cotte, poiché sono di più facile assimilazione, inoltre evitano problemi di fermentazione e produzione di composti alcolici, e le fibre sono di più facile e veloce scissione da parte dei batteri. Cereali e legumi vanno consumati con moderazione, integrali e naturali, i legumi vanno consumati in piccole quantità per volta per evitare la formazioni di fitati o acido fitico (che limiterebbe l'assimilazione dei nutrienti e causerebbe produzione di gas). Sia i legumi sia i cereali vanno accompagnati da verdure cotte, oppure cereali con legumi per la presenza di lisina e triptofano in questi ultimi che si combina alla perfezione con la metionina dei cereali rendendo l'insieme altamente digeribile. Bisogna evitare il formarsi di colle intestinali dovute al consumo di farine bianche in ogni forma, l'uso di alcol e tabacco. Sono veramente rari i casi in cui c'e bisogno di un antibiotico, per cui cercare di evitarli il più possibile sarà un gran regalo per il nostro microbiota. Utilizzare rimedi naturali, omeopatici o colloidali come: l'estratto di semi di pompelmo, l'aglio, l'argento colloidale. Diviene qui fondamentale ripopolare la flora batterica con i probiotici e i prebiotici come supporto.  
Probiotici e prebiotici
I prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare selettivamente la crescita e l'attività dei batteri presenti nel colon. Essi favoriscono la crescita e l'attività di specie batteriche importanti come il Bifidobacterium e il Lactobacteri e rappresentano un interessante aiuto in caso di sindromi metaboliche, allergie e obesità. I prebiotici sono un substrato nutritivo fermentabile per la microflora intestinale, cioè un tappeto dove i batteri possono prolificare, dove selettivamente possono crescere. Così facendo si moltiplica la flora detta simbionte (composta da bifidobatteri e lattobacilli). I prebiotici più conosciuti sono gli oligosaccaridi e in particolare l'inulina, la cui idrolisi enzimatica produce i frutto-oligosaccaridi (FOS).  
L'Aloe
In natura gli oligosaccaridi si trovano in numerose piante edibili come cicoria, carciofo, cipolla, porri, aglio, asparagi, banane, avena. Una pianta estremamente ricca di prebiotici è l'aloe vera. Oltre ai suoi contenuti caratterizzati da aminoacidi essenziali, sali minerali quali potassio, magnesio, manganese, cromo, zinco, rame, ferro, sodio e di vitamine ed enzimi, contengono l'acemannano un polisaccaride che svolge una sostanziale funzione protettiva e lenitiva del tratto intestinale. L'aloe ha una funzione prebiotica primaria. Aumenta tantissimo la capacità di colonizzazione dell'intestino da parte dei probiotici. L'efficacia dell'uso di aloe consente di poter evitare di prendere grandi quantitativi di probiotici per ricolonizzare l'intestino. I probiotici (pro- bios= pro-vita) sono batteri fisiologici, quindi contengono solo microrganismi naturalmente presenti all'interno dell'intestino, in grado così di raggiungerlo e colonizzarlo. Colonizzandolo, essi si liberano della flora nemica e dei suoi metaboliti tossici, rispristinando la salute della mucosa intestinale e la corretta permeabilità delle pareti dell'intestino, con conseguenze positive su tutto l'organismo. I probiotici dunque, nutrendosi dei prebiotici, possono proliferare e crescere e diventare il nuovo esercito del microbiota che si occuperà di tenerci in salute ed esercitare tutte le attività necessarie alla simbiosi.  
Cervello felice = microbiota sano
Infine per far sì che il nostro primo cervello, l'intestino, non si contragga in spasmi, non diventi facile bersaglio dell'attacco dei batteri cattivi, bisogna seriamente ridurre i fattori che ci causano stress. Sembra banale ma non lo è affatto, una volta che noi ci siamo occupati di lui dal punto di vista fisiologico, dobbiamo lavorare anche su un piano più sottile. Le emozioni di pancia sono quelle più vere, per cui possiamo non ascoltare la nostra pancia? Se non siamo noi a prenderci cura della nostra salute, chi può farlo al posto nostro? Essenziale... Circondarsi di persone che ci fanno stare bene Ritagliarsi spazi in cui è possibile coltivare le proprie passioni e dedicarsi del tempo. Coltivare gli affetti, amare e sentirsi amati Dedicare il giusto tempo alla convivialità del pasto Muoversi, passeggiare, danzare, ritornare bambini. Perchè non c'è niente di più bello per la nostra pancia del sentirsi viva, e ogni emozione positiva che vivremo si tradurrà in una nuova cellula sana, un nuovo biofotone entrerà a far parte del nostro sistema, e la nostra energia salirà.  Provare per credere.                  

L’acidosi e il ph, il suo equilibrio è il tuo benessere

Il pH è il valore che esprime­­­ (in termini logaritmici) il grado di acidità di una soluzione. Nel nostro corpo ci dà la concentrazione di ioni idrogeno nei liquidi corporei. Quando questo stato d’equilibrio acido-base si modifica, anche leggermente, si hanno alterazioni nelle normali reazioni biochimiche cellulari ed enzimatiche che stanno alla base della vita. Il nostro corpo è stato progettato alcalino, ma può funzionare anche in ambiente leggermente acido, le cellule producono acidi interni che poi però devono essere agevolmente eliminati. E’ quando si accumulano troppi radicali acidi nell’organismo, che avviene una sorta di “inquinamento” che è all’origine della malattia. Noi siamo formati da circa 75 miliardi di cellule che lavorano in continuazione e che riversano rifiuti metabolici nei fluidi corporei. Questi rifiuti sono acidi e devono trovare un ambiente alcalino per essere eliminati, evitando così di avvelenare le cellule. Perché il sangue si mantenga sempre nel suo stato alcalino, l’organismo in stato di acidificazione, tenta di alcalinizzarsi in ogni modo possibile e a questo proposito decide di utilizzare “catturare” i minerali che servono come fonte basificante, da ossa, denti e muscoli. Le conseguenze possono essere una forte demineralizzazione e decalcificazione in particolare, poiché il calcio viene estratto dalle ossa per sopperire alla forte acidità dei liquidi corporei che egli deve assolutamente tamponare. L'acidosi diviene davvero uno stato pericoloso del nostro organismo, le sue conseguenze si esprimono in stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi, dolori di origine infiammatoria, blocco del metabolismo… Spesso è sottovalutata, o meglio i disturbi non  vengono spontaneamente collegati ad una presenza di acidosi, malgrado la gravità di essi. Il livello di acidità del nostro organismo va perciò tenuto sotto controllo. E’ essenziale mantenere uno stato di omeostasi, il nostro corpo lo sa, e cerca di attuare tutta una serie di strategie perché questo avvenga, ma il fatto di dover effettuare ogni giorno questa lotta estenuante, lo priva di energie e sfianca sistemi e organi, fin quando questi non si esprimono in maniera sintomatica con: osteoporosi, problemi cardiovascolari, sclerosi multiple, ictus, morbo di Parkinson. Ad un certo punto diviene per il corpo impossibile regolare il processo dell’equilibrio sul ph, e “getta la spugna” si ammala, anche in maniera molto grave. Uno stato grave di acidosi può portare fino al coma.   L’ essenziale per la salute del nostro organismo è che il pH delle nostre urine non scenda sotto 7 (l'ideale sarebbe 7,3). Normalmente se l'alimentazione è equilibrata, se si è in acidosi l'acidità rientra nella norma, ma non accade sempre in maniera così veloce, perché altre possono essere le cause dell'acidosi:  
  • l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti (proteine animali, cereali, legumi, zucchero, tè, caffè, alcol)
  • la carenza di oligoelementi e vitamine
  • le sostanze chelanti provenienti dall’inquinamento
  • la scarsità di ossigenazione nei soggetti sedentari
  • un’insufficienza funzionale endocrina
  • lo stress e il sovraffaticamento
  • disturbi degli organi emuntori (per esempio insufficienza renale)
  • l’uso sproporzionato di farmaci
  • stati psicologici alterati (collera, preoccupazione, paura, ecc.).
   
Sintomi psicologici dell’acidosi
I sintomi dell’acidosi sono molto subdoli e all’inizio possono essere scambiati addirittura come uno stato di benessere. I sintomi si instaurano lentamente e progressivamente, e la persona presenta:
  • Esagerato senso di benessere, ritenendo peraltro di sentirsi in ottima forma, aumento dell’energia, ci sembra di essere in grado di fare qualsiasi cosa.
  • Eccessivo movimento, incapacità di stare fermi dovuta alla marcata stimolazione delle terminazioni nervose da parte dei radicali acidi liberati.
Con questo accumulo man mano il soggetto diviene sempre più irritabile, sgradevole ed odioso, la frase comune “ quanto sei acido!” calza  a pennello.  
  • Inizia a dare la colpa agli altri per i suoi problemi, diventa malcontento e lamentoso.
  • Difficile da soddisfare, niente più gli va bene, si irrita spesso con il suo interlocutore.
  • Inizia a notare solo il lato pessimistico della vita.
  • Inizia a riposare male, il sonno diviene insufficiente, il rimugino dei pensieri non lo abbandona neanche di notte.
  • Stanchezza ed irritabilità fin dal risveglio, riesce a carburare solo grazie a “tonici” come il caffè e le sigarette.
  • Poi inizia a ricercare alimenti che lo portino in uno stato di “down” come cioccolato e alcolici.
  • Con l’aumento dei radicali acidi subentra la fatica ed una serie di inevitabili sintomi correlati.
  • Per cercare di neutralizzare la galoppante acidosi, l’organismo sviluppa soluzioni fisiologiche difensive, rimuovendo sostanze alcaline da muscoli e ossa e liberandole nel circolo sanguigno.
  • E tutto questo in un circolo vizioso che si ripete quotidianamente.
Ci sono molti segnali che il corpo ci invia per farci capire che siamo in uno stato d’allarme, molto spesso definito nel suo estremo “burn-out”, e allora prima di arrivare a questo punto dovremmo fare un passo indietro e correre ai ripari.  
Ma come fare per valutare fisicamente lo stato di acidosi?
Il metodo più usato è il controllo dell'acidità delle urine, che può essere effettuato facilmente da chiunque. Occorre procurarsi in farmacia un misuratore del pH (cartina di tornasole): sono venduti sotto forma di striscioline o di rotolini di carta speciale. L'acidità si misura in tre momenti della giornata:
  • seconda urina del mattino (quella dopo colazione) • prima di pranzo • prima di cena.
Va fatto per almeno quindici giorni, tenendo conto che il valore varia nel corso della giornata se siamo a digiuno o abbiamo mangiato. Il fatto è che non sempre questo metodo risulta sufficiente poiché, sebbene il ph mostrato dalla cartina tornasole risulti basico, questo potrebbe significare che una grande quantità di minerali è stata utilizzata dall’organismo per tamponare l’acidità e questo diventa un estremo tentativo per salvare il salvabile. Per essere più precisi ci sono altri parametri da considerare. Per valutare la nostra salute occorre essere più obiettivi sul nostro stile di vita e la nostra alimentazione, e da lì possiamo già capire se siamo in uno stato di acidosi. Molto frequentemente l'acidità delle urine è sintomo di uno squilibrio maggiormente alimentare. Bisogna quindi innanzi tutto correggere l'alimentazione con una dieta più equilibrata. Introdurre cibi basici come le verdure e la frutta, eliminare o ridurre per un certo periodo di tempo cereali e derivati di tutti i tipi, i legumi secchi, i latticini, gli zuccheri, i prodotti di origine animale, caffè, tè, bevande industriali.. permette al nostro corpo di ritornare velocemente in equilibrio. Una volta raggiunto si possono reintrodurre gradatamente e moderatamente i cibi eliminati, sempre cercando di mantenere una buona proporzione tra i cibi acidi e gli alcalinizzanti che devono essere in maggior numero. Anche il movimento e il sonno di qualità sono i primi fattori per una buona ossigenazione ed eliminazione delle scorie tossiche, necessarie per il mantenimento di un buon livello di ph tissutale. Insomma un equilibrio nello stile di vita equivale ad un equilibrio del nostro ph. Non dimentichiamo i nostri pensieri, quelli sono in grado di acidificare il nostro corpo così come gli alimenti. Uno stato d’animo felice influenza positivamente tutti i nostri sistemi compreso quello neurovegetativo, per cui pensieri postivi e atteggiamento sereno creano una maggiore ossigenazione  a favore dell’equilibrio del ph nei fluidi corporei.   Qui di seguito ho creato una tabella più completa del semplice controllo delle urine che valuti tutte le componenti coinvolte:   Consideriamo il valore ph di urine e saliva, annotiamo i farmaci se assunti, il test del pugno al mattino è altamente indicativo per determinare se siamo pieni di acidi (non riusciremo a chiuderlo né a far forza) Ed un esame obiettivo delle condizioni fisiche (come mi sento oggi da 0 a 10), unito al numero di ore dormite, fanno un quadro completo della situazione, su cui poter lavorare.   Ci sono molti studi ormai che determinano l’acidificazione delle cellule come causa principale di malattie gravi e tumori. Quindi un atteggiamento saggio è quello di lavorare in prevenzione, attuando piccole ma quotidiane e costanti, ripetitive azioni per mantenere uno stato di salute che, come ha sancito L’Organizzazione Mondiale per la Sanità in un documento del 1948, è “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità” e nel 1986 la Carta di Ottawa ribadisce che “la promozione della salute non è legata soltanto al settore sanitario: supera gli stili di vita per mirare al benessere”. Quindi l’adozione di un corretto stile di vita e un giusto regime alimentare po' contribuire a favore di salute e longevità. E se riassumiamo che all’origine della malattia c’è sempre un processo infiammatorio che provoca acidificazione, non dobbiamo far altro che iniziare a lavorare su questo. Ne beneficeranno:
  • il metabolismo
  • il sistema nervoso
  • i muscoli e il sistema osteoarticolare
  • il cervello
  • il sistema circolatorio
  • il sistema linfatico
  • il sistema digestivo
  • gli organi tutti
Come regalo finale sopravverrà un senso di ritrovata leggerezza, calma e rilassatezza, forza ed energia come risorsa costante.          
        tabella controllo ph

Cucinare secondo i 5 elementi e il fuoco digestivo

Cresciuta in una famiglia contadina, ho da sempre assorbito la cultura delle leggi biologiche, attraverso mia nonna, le zie, la mamma, e la raccolta, la preparazione e la nutrizione secondo le natura, sono sempre stati parte irrinunciabile del nostro modo di accompagnare i pasti. Loro non conoscevano le teorie della Medicina tradizionale Cinese, o perlomeno non sapevano si trattasse di questo, ma conoscevano bene i moti lunari, l'agricoltura biodinamica, la lentezza e l'amore dal seme al piatto, in ogni singola fase della preparazione.

Limone : Il disintossicante in dispensa per il nostro benessere

Il limone non può mancare nelle nostre dispense. 

Frutto mediterraneo per eccellenza, ha un aroma straordinario ed è utilizzabile in cucina in mille modi, ma un altro non meno importante motivo che lo rende indispensabile, è che il limone ha spiccate proprietà diuretiche e disintossicanti.

 

La sua azione aiuta a risvegliare il metabolismo a funzionare meglio ed è un alleato straodinario per contenere l'appetito dopo gli eccessi alimentari, con il suo alto contenuto di pectina.

Oltretutto è un valido aiuto nella digestione, perchè favorisce nello stomaco, la creazione di un ambiente alcalino, poichè l'acido citrico è un perfetto regolatore dell'acidità dello stomaco .. 

ebbene sì, il limone non è acido, in realtà e uno degli alimenti maggiormente indicati 

per contrastare l'acidosi metabolica latente. 

Il suo sapore è astringente, la sua natura piccante, amara, rinfrescante. 

E' antibatterico, migliora le difese immunitarie, è' diuretico depurativo, antigottoso, remineralizzante 

Noi tutti sappiamo che la funzione disintossicante o detossinizzante nel nostro organismo è svolta principalmente dai reni e dal fegato.

Ecco che in questo caso, l'acido citrico del limone massimizza le potenzialità degli enzimi, che svolgono la loro normale attività in modo più veloce ed efficace, ne deriverà quindi un lavoro alleggerito per gli organi deputati alla depurazione.

L'azione combinata dell'acido citrico con la vitamina C, inoltre, lo fa diventare un potente antiossidante, antiinfiammatorio,con un forte potere contrastante l'invecchiamento cellulare.

E' inoltre un alleato contro l'ipertensione e il colesterolo cattivo. Grazie alla sua sua forza liposolvente favorisce la digestione dei cibi grassi, stimola la produzione della bile e favorisce lo svuotamento della cistifellea. Ne consegue una profonda funzione disintossicante e purificante del sangue.

Sia il succo che la buccia sono incredibilmente versatili e adatti a preparazioni per migliorare il nostro stato di salute. Io lo uso periodicamente in queste quattro semplici ricette, si preparano in pochi minuti e sono efficacissime.

 

 

Acqua calda e limone al mattino

Di questa pratica ne beneficiano numerosi organi: da quelli emuntori, all'intestino ( sì sfatiamo un altro tabù: il limone non causa stitichezza, al contrario equilibra l'intestino) fino alla pelle e persino all'alito. A livello energetico e un forte migliorante dell'umore.

Sono personalmente affezionata a questo rito mattutino, poiche l’acqua tiepida, aggiunta al succo di limone, stimola il lavoro dell’apparato gastrointestinale e facilita la digestione, creando quell'ambiente alcalino che promuove il benessere di tutto l’organismo.

 

Servono:

250/300 ml acqua calda

Il succo di mezzo limone

La bevanda va sorseggiata a piccoli sorsi, in un tempo breve, in modo che non si raffreddi. 
Dopo dieci-quindici minuti è possibile fare la colazione.

Per lasciare a questa bevanda il tempo necessario di agire è consigliabile assumerla subito, al risveglio, quando il nostro organismo riposato e pronto a liberarsi delle tossine rilasciate nella notte, e si prepara ad affrontare una giornata densa di impegni che richiede energia.

 

 

Sciroppo di zenzero e miele

Ecco uno dei rimedi più usati dai tempi delle nostre nonne per tosse e mal di gola, corroborante quando le difese iniziano a calare.

  • 1 limone biologico non trattato
  • 1 pezzetto di radice di zenzero fresco
  • qualche cucchiaio di miele (possibilmente biologico), ottimo quello di eucalipto

 

Lavare ed asciugare un limone e tagliarlo a fettine fini Fare lo stesso con lo zenzero.
Sistemare le fettine di limone e di zenzero in un vasetto di vetro ben pulito, facendo vari strati fino a riempire il vasetto. Quindi ricoprire tutto con il miele fino all’orlo.

Il miele ideale per preparare questo sciroppo è quello di eucalipto.
Questa preparazione si lascia riposare per qualche ora a temperatura ambiente, dopodiché si conserva lo sciroppo in frigorifero per un massimo di 2 settimane.

Si assume uno o due cucchiaini direttamente in bocca o sciolto in una tazza d’acqua bollente.

 

 

 

Crema purificante al limone

Mixare 3 limoni bio non trattati in superficie (tagliati a fette), 1-2 spicchi d’aglio e 3 centimetri di zenzero fresco (tagliato a fettine sottili) con poca acqua, fino a farlo diventare una crema bianca e densa. Un cucchiaio della crema allungato in un bicchiere d’acqua darà una limonata rinfrescante. La dose giornaliera ammonta a 2-4 cucchiai di crema. La crema in frigorifero si mantiene fresca per 3-4 giorni.

Questa operazione effettuata per 2-3 settimane è una cura adatta per persone con accumulo di muco, che tendono ad essere infiammate.

 

 

Acqua al limone, menta e cetriolo

Quest'acqua è una bevanda dissetante e detossinante, ideale da preparare e consumare in estate. 

Se ne può preparare una caraffa e consumarla durante la giornata al posto dell’acqua.L’acqua aromatizzata al limone, menta e cetriolo mette insieme le proprietà rinfrescanti del limone con quelle diuretiche e dissetanti del cetriolo. La menta, oltre a donare un gusto inconfondibile a questa acqua detox, dona le proprietà antisettiche, rinfrescanti che la caratterizzano. 

 

 

 

 

 

 

Gemmoderivati e tinture madri in aiuto prima delle feste

Dicembre vuol dire Natale, e tutto ciò che comporta. Sappiamo tutti benissimo a cosa andremo incontro, nonostante i buoni propositi.. Feste, riunioni familiari, occasioni per cene e grandi abbuffate non faranno prigionieri! Ma noi possiamo giocare un po' d'astuzia e, cercando di alimentarci in maniera più sana e leggera nelle settimane pre-natalizie, possiamo aiutarci con dei semplici ma funzionali rimedi. La natura ancora una volta ci viene in soccorso, e se proprio ci aspetta un sovraccarico per il nostro apparato digerente, che in questo caso è dato dalle feste natalizie ma è valido in qualsiasi occasione, allora possiamo correre ad questi rimedi che agiscono mediante un’azione depurativa sugli organi maggiormente “impegnati” nella disintossicazione (fegato, pancreas e rene) aiutando anche stomaco e intestino.    
Macerati glicerici o gemmoderivati
La forza delle gemme è straordinaria in questi preparati che non mancano mai nella dispensa di casa:
Noce (juglans regia)
Il macerato glicerico delle gemme della noce agisce sui processi digestivi degli zuccheri (pasta, pane, dolci ecc.), in tutti i casi dove vi sia un abbondante gonfiore della pancia dopo i pasti.E' digestivo, amaro-tonico, depurativo, drena e rigenera i tessuti intestinali e di riflesso purifica pelle, pancreas, fegato e sistema linfatico.
Ficus carica
le gemme di fico hanno un tropismo particolare sullo stomaco e la digestione. E' digestivo, calmante, ideale per mal di stomaco, bruciori, pienezza eccessiva, contro i gonfiori e gli spasmi.
Mirtillo rosso (vaccinium vitis idaea)
Il macerato glicerico di mirtillo rosso ha un’azione antinfiammatoria, attenua gli spasmi e rilassa la muscolatura intestinale. Ha azione sedativa, antispastica, lenitiva e stimolante, in caso di motilità intestinale scarsa. Gonfiore intestinale, colite, crampi, stipsi o diarrea troveranno giovamento con le bacche di mirtillo rosso.
Linfa di betulla gemme
Questa pianta ha una azione diuretica ha il beneficio di aiutare ad eliminare le scoria azotate e l’acido urico (utile in questo periodo visto che mangiamo più proteine: carni bianche, rosse e pesce). Aiuta quindi nella depurazione e drenaggio linfatico
Macerato di lampone (Rubus idaeas)
Ricco di vitamine, questo estratto apporta anche moderati dosaggi di chetoni vegetali, utili per dare una scossa al metabolismo pigro e per smaltire il grasso molle che si deposita soprattutto quando si beve poco.  
Tinture madri, i tre moschettieri:
Queste tinture sono molto efficaci sia singolarmente che in associazione, e lavorano su fegato – cistifellea – stomaco – intestino.
Tintura madre di carciofo
Racchiudendo in sè le proprietà della pianta, è depurativa, diuretica, disintossicante, ipoglicemizzante, digestiva, tonica, antiossidante, snellente, aiuta ad eliminare la ritenzione idrica. La cinarina provoca un aumento del flusso biliare e della diuresi, svolgendo altresì un ruolo importante nell'abbassamento del colesterolo.
Tintura madre di tarassaco
è utilizzata per stimolare la funzionalità digestiva ed epatica; favorire la regolarità del transito intestinale e il drenaggio dei liquidi corporei, perché in grado di attivare gli organi emuntori (fegato, reni, pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine (zuccheri, trigliceridi, colesterolo, acidi urici) e disintossicare l'organismo.  
Tintura madre di cardo mariano
Ha un'elezione particolare per il fegato. E' un decongestionante epatico e le sue proprietà benefiche sono conosciute da tempo dalla medicina popolare che utilizza la pianta (frutti e foglie) proprio per il trattamento di disturbi del fegato su cui ha un effetto rigenerante, in particolare aiuta a disintossicare l'eccesso di alcol  
Tintura madre di rafano Nero (Raphanus sativus)
Detto anche Barbaforte o Cren, il rafano è un eccellente depurante e drenante epatico, stimola la secrezione biliare ed allevia le emicranie postprandiali, aiuta nelle cattive digestioni o gonfiore addominale e promuove la fluidificazione della bile.  
Tintura madre di curcuma
La tintura madre di curcuma è un potente antiossidante e antinfiammatorio, utile contro infiammazioni, come digestivo, per depurare e fluidificare il sangue, liberandolo dai grassi. Stimola le funzioni del fegato, tratta i disturbi gastrointestinali di lieve entità legati ad una cattiva digestione (meteorismo, colon irritabile).  

  Sia i gemmoderivati che le tinture madri hanno una frazione alcolica, per cui assumendo le gocce, se vogliamo evitarlo l'ideale sarebbe berle in acqua tiepida aspettando che la leggera frazione di alcol evapori. Ovviamente evitare il fai da te è sempre da consigliare, avvalersi della consulenza di un naturopata o erborista è la cosa migliore.   Se faremo i giusti passi in direzione della prevenzione, eviteremo di incorrere in disturbi fastidiosi e godremo delle feste senza effetti collaterali.          
     

Il magnesio, catalizzatore di importanti funzioni

Nella mia pratica naturopatica mi capita spesso di consigliare il magnesio , e la risposta che ricevo spesso è una gran confusione a riguardo. Sia perchè non si conoscono le differenze tra i vari tipi di magnesio, sia perchè non c'è una informazione medica che dia il meritato posto a questo prezioso minerale, fonte di profonde trasformazioni nel nostro organismo. ll Magnesio (Mg) è un elemento molto abbondante in natura, che costituisce all’incirca il 2,3% della crosta terrestre. L’acqua che alla sorgente ha un maggior contenuto di minerali è definita dura ed è quella che contiene una maggior quantità di magnesio. Nell’ambiente il magnesio si trova sempre in composti con degli altri elementi chimici come il silicio, lo zolfo, il carbonio, il cloro, l’ossigeno. Le sue qualità erano note all’uomo sin dall’antichità ed il suo nome pare derivi da una città dell’Anatolia, appunto Magnesio. Presente in tutti gli organi viventi, in particolare nelle piante è contenuto nella clorofilla che permette loro di trasformare l’energia solare in energia chimica, mediante la fotosintesi clorofilliana. Esso quindi ha un'enorme importanza nel regno vegetale , ma riveste un ruolo fondamentale anche negli organismi animali. Nell’organismo umano il magnesio è presente all’interno del 99% delle nostre cellule, nelle quali regola la permeabilità della membrana a tutti i minerali, soprattutto al Sodio, al Potassio e al Calcio. Questa regolazione è importantissima per la conduzione nervosa e per la contrazione muscolare, per cui è chiaro che una carenza di questo minerale ha conseguenze notevoli sui meccanismi organici. Spesso il magnesio è stato sottovalutato, ma risulta uno dei minerali più importanti per il corretto funzionamento di oltre trecento sistemi enzimatici, ed è presente nella biochimica dei più importanti apparati:nervoso, digestivo, osseo, cardiovascolare, muscolare. Ecco perchè è importante, se non necessario, fornirne al nostro corpo il giusto apporto.  
E’ dimostrato scientificamente che l’uso del Magnesio:
 
  • ha un ruolo importante nel metabolismo
  • regola la permeabilità delle membrane plasmatiche
  • aumenta il numero dei globuli bianchi
  • è coinvolto nella trasmissione nervosa
  • è necessario per assimilare le vitamine del gruppo B, la vitamina C e la vitamina E
  • agisce come coenzima e interagisce con oltre 300 enzimi diversi
  • regola il ph del nostro organismo
  • è determinante nella formazione di anticorpi
  • fondamentale per la giusta assimilazione del calcio nelle ossa
  • svolge un ruolo fondamentale nei processi metabolici.
 
Carenza di magnesio
Il magnesio è il sale dell'espansione e contrazione della vita. Quindi in caso di carenza è nella mancanza di questa manifestazione fisiologica che dovremmo andare a cercare; in tutte quelle contrazioni come: irritabilità e sbalzi di umore, crampi, mal di testa, dolori mestruali, stanchezza, nervosismo, difficoltà ad addormentarsi. Lì dove la nostra vita è rimasta bloccata nel fenomeno della contrazione, il magnesio la aiuterà a rilassarsi.. Le ragioni della carenza sono quasi sempre dovute a problemi di assimilazione da parte dell'apparato digerente, e questo avviene soprattutto in soggetti che abusano di alcol. O ancora sono dovute a condizioni di stress prolungato, duri allenamenti con forte sudorazione, assunzione di lassativi o diuretici per un lungo periodo Utile per chi pratica attività sportiva, serve molto per le donne in menopausa e quando si fanno cure antibiotiche, chemioterapie, o se si fa uso di cortisone , poichè il nostro intestino tende ad assimilare meno e si riduce la concentrazione ematica. Questo può causare nel nostro corpo una carenza di magnesio. Il magnesio è stato titolato “il minerale della giovinezza”, perchè migliora la rigenerazione cellulare, aumenta l’elasticità dei tessuti, combatte l’ossidazione e l’acidificazione, promuove i processi di eliminazione, dissolve le calcificazioni a carico dei tessuti molli , e agisce su tutti i dolori artrosici ed artritici e infiammatori. E' un forte rilassante del sistema nervoso, normalizza le cellule di muscoli, cervello e nervi, è insostituibile nella prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari. E' possibile integrarlo solo attraverso l''alimentazione? Non completamente attraverso la moderna alimentazione, ricca di prodotti raffinati e alimenti trasformati poveri di questo minerale. In genere con il cibo assimiliamo pochissime quantità di magnesio e, solo un terzo dell’ingerito verrà trasformato dal delicatissimo sistema intestinale, buona parte di esso verrà disperso tra feci ed urine ma anche e sopratutto con il sudore. Ma se assumiamo alimenti non trattati, in natura lo possiamo trovare nel cacao, noci, mandorle, cioccolato fondente, pistacchi,fagioli, cereali integrali, i gamberi, broccoli, carote, cipolle, melanzane, mais, patate, avocado banane, uva, cavolfiori, ciliegie, spinaci, bietole, lattuga, pomodori, rape, more, melone, fragole, lamponi, arance, ananas. il fabbisogno di magnesio per ogni individuo varia con l’età e dipende anche dal sesso e dalla condizione fisica, la dose stabilita per un individuo adulto è di circa mezzo grammo al giorno.  
Vari tipi di Magnesio
Il magnesio che troviamo in natura è sempre legato ad altri minerali ed è per questa ragione che in commercio si trovano integratori preparati con diversi tipi di magnesio che generalmente possiedono caratteristiche benefiche simili, ma vedendo più nello specifico scopriamo anche molto differenti. Ad esempio la sostanziale differenza tra il magnesio e il cloruro di magnesio ,consiste nel fatto che il magnesio è un elemento singolo non legato a nessun altro minerale, il cloruro di magnesio invece è legato ad un minerale, cioè il cloro. Ne consegue che, a seconda del sale a cui il magnesio è legato, esistono vari tipi di magnesio come il solfato di magnesio usato come purgante conosciuto anche come “sale inglese” o “sale epsom”, l'ossido di magnesio usato come antiacido per i bruciori di stomaco, detto anche magnesia, il carbonato di magnesio come lassativo, l'idrossido di magnesio come antiacido e lassativo. I composti di magnesio in cui è contenuto un sale hanno il vantaggio che il magnesio viene trasportato molto meglio all’interno delle cellule, perché i sali che trasportano il magnesio nel corpo gli conferiscono un maggiore grado di assorbimento.
Magnesio Supremo:
Il Magnesio Supremo è il Magnesio Citrato. Il magnesio supremo é la forma di magnesio più biodisponibile che ci sia. Produce un effetto rilassante immediato in tutta la muscolatura e sistema nervoso. Per questo é ottimo anche per la muscolatura liscia dell'intestino che governa la peristalsi intestinale. Ecco perché é considerato lassativo. Ma il suo effetto lassativo inizia quando si assume una quantità maggiore a quella che per ognuno di noi é quella necessaria, ciò é molto individuale. Per qualcuno può essere un cucchiaio per altri due. Questo effetto é però un effetto positivo, non un effetto collaterale, perché apporta pulizia e rilascio di tossine. In uno studio questo citrato ha dimostrato di essere assorbito 4,5 volte meglio rispetto al sale inorganico Magnesio ossido; la presenza del citrato può divenire utile nel caso sia necessario aumentare il pH delle urine, ad esempio in caso di tendenza alla calcolosi, acidi urici e/o cistite. ll Magnesio Supremo essendo un composto formato da carbonato di magnesio e acido citrico, viene rapidamente riconosciuto dal nostro organismo, per usarlo negli scambi rapidi tra le cellule muscolari e nervose. Questo composto, acontatto con i succhi gastrici si trasforma in cloruro di magnesio perdendo, a dire il vero, gran parte della quantità di magnesio inizialmente ingerita. 1 g di Citrato di Magnesio rilascia alle cellule 160 mg di magnesio ma che gran parte non viene assimilata dalla cellula 1 g di Cloruro di Magnesio rilascia alle cellule 120 mg di magnesio che vengono tutti assimilati dalla cellula. Quindi a fronte della grande biodispinibilità, dobbiamo mettere in conto una sua percentuale di perdita durante l'assimilazione.  
Magnesio Cloruro
Questa fonte di magnesio presenta, tra tutte le forme inorganiche, la migliore solubilità in acqua. Di conseguenza, come dimostrano diversi studi, presenta una biodisponibilità simile o comunque di poco inferiore ai sali organici più blasonati, con il vantaggio del costo più contenuto. In commercio, per integrazioni minerali specifiche, il magnesio cloruro si trova anche sotto forma di compresse rivestite per migliorarne la tollerabilità gastrica.  
Magnesio Carbonato
Fortemente insolubile in acqua e scarsamente assorbibile dall'organismo umano, non viene generalmente usato come fonte di magnesio in integratori alimentari o alimenti fortificati. Piuttosto, trova comune applicazione come antiacido.  
Magnesio Pidolato
E' noto soprattutto per uno studio che ne ha dimostrato la possibile efficacia nel trattamento della sindrome premestruale. La presenza dell'acido piruglatammico sembra conferire a questo sale effetti neurosedativi. Potrebbe quindi trattarsi di una forma di magnesio particolarmente utile nel migliorare i sintomi correlati all''emicrania, e alcuni studi hanno evidenziato effetti positivi nella prevenzione della perdita di memoria associata al naturale processo di invecchiamento.  
Magnesio Ossido
Trova applicazione come antiacido e lassativo ( la normale magnesia). Considerata la bassa solubilità in acqua viene in genere ascritto di una bassa biodisponibilità, anche se in uno studio ha dimostrato di aumentare i livelli urinari di magnesio in misura comparabile ad alcuni sali organici come il magnesio citrato.L'effetto lassativo dell'ossido di magnesio è di tipo osmotico; se assunto in quantitativi importanti, il magnesio idrossido sfugge all'assorbimento intestinale, richiamando acqua nel lume enterico per gradiente osmotico.  
Magnesio Solfato
ha un effetto diretto sull'intestino, avendo una biodisponibilità bassa, serve come pulitore dell'intestino . Viene usato in ambito ospedaliero per la somministrazione intramuscolare od intravenosa di magnesio. Viene inoltre utilizzato come lassativo ad alti dosaggi (20 g), spesso sotto il nome di Sale inglese o Epsom Salt. La biodisponibilità del magnesio contenuto in questo sale, quando assunto per via orale, è considerata bassa, per cui non va usato sotto forma di integratore.
Magnesio Marino
Solitamente il Magnesio si estrae dalla terra ma esso è anche presente nell’acqua di mare. Il magnesio marino non è altro che cloruro di magnesio estratto da ambiente marino. L’acqua di mare utilizzata viene dissalata per evitare un tenore in sodio troppo elevato. Il suo sapore definito comunemente salato, in realtà è amaro, e viene dato all’acqua marina proprio dall’ingente quantità di Cloruro di Magnesio.  
Controindicazioni o effetti collaterali?
Il magnesio non presenta controindicazioni, l'unica è l'insufficienza renale. Alti dosaggi, possono causare "effetti collaterali" come la diarrea e i crampi addominali, basta ridurne l'uso alla dose tollerata individualmente e il sintomo scomparirà.        

Le dolci cure d’autunno

L''autunno è una stagione meravigliosa, ricca di espressione, di colori caldi, è proprio in questa stagione che i boschi e le campagne ci regalano i loro capolavori di sfumature.. Ma l'autunno è anche l'anticamera dell'inverno, il clima inizia a cambiare, e questo può provocare nell'organismo uno stress che facilita una serie di piccoli disturbi. L'abbassarsi della temperatura, il diminuire progressivo della luce solare, ritmi di vita che spesso diventano più incalzanti sono tutte cause che possono esporre a piccole infezioni e compromettere equilibrio e benessere. Scegliere alimenti adatti per l'autunno è importante per aiutare l'organismo ad entrare armoniosamente in questa stagione. Quindi se la natura durante autunno e inverno lentamente si ripiega su se stessa, rallentando i ritmi fino a cadere in letargo, per similitudine, seguendo i principi delle medicine naturali, occorre privilegiare proprio quegli alimenti che hanno origine sotto terra. Aglio e cipolla, tuberi come patate e carote, ci aiutano a “sintonizzarci” sulla stagione giusta, perchè come la natura, anche il corpo ha la sua ciclità stagionale. E allora consumiamo prodotti della Terra che portino i colori caldi dell'autunno, la zucca, le castagne, i cachi, l'uva, i funghi, melograni, mele e pere cotogne..
Potenziare le difese
In autunno può essere utile fare ricorso a “immunostimolanti naturali”, che potenziano in modo naturale le difese dell'organismo. Parlo di una cura periodica, da seguire durante la stagione autunnale, che aiuti il corpo ad affrontare l'impegno dei giorni autunnali e a resistere alle malattie virali e batteriche. Scudo naturale contro le aggressioni esterne, un sistema immunitario forte è una base fondamentale per affrontare le sfide del freddo che bussa alle porte. Le nostre difese naturali però subiscono dei duri contraccolpi a causa di molti fattori: lo stress sia mentale che fisico, che sollecita a dismisura le reazioni del corpo logorando gli organi preposti all'adattamento; l'azione dei radicali liberi, sostanze di scarto del metabolismo corporeo responsabili dei processi degenerativi cellulari; le carenze nutrizionali e vitaminiche, conseguenza di un'alimentazione priva dei nutrienti fondamentali, di oligoelementi, e sali minerali.  
Echinacea
Fra gli immunistimolanti naturali uno dei più conosciuti e usati è l'echinacea. Un vero e proprio antibiotico naturale. Efficace contro virus e batteri stimola le difese e protegge da raffreddamento, mal di gola, influenza. L'echinacea ha proprietà antiffiammatorie e agisce sulle mucose, in particolare questa pianta è in grado di stimolare il sistema immunitario macrofagico e può essere usata tranquillamente in fase preventiva. In questo caso un trattamento a base di questa pianta va fatto per alcuni mesi prima del periodo invernale . L'echinacea può essere assunta sotto forma di macerato glicerico o in tisana. Da assumere con cautela se si è allergici alla famiglia delle asteracee, è sconsigliata a chi assume immunosoppressori o a chi soffre di malattie autoimmuni.  
Uncaria tomentosa
Un'altra meravigliosa pianta scudo è senza dubbio l'uncaria. Le popolazioni andine la chiamano “unghia di gatto”, per la somiglianza delle sue spine alle unghie del gatto. In fitoterapia si utilizza la corteccia per le proprietà immunostimolanti, antivirali e antinfiammatorie L’uncaria è in grado di potenziare l’attività dei linfociti B e T responsabili della risposta immunitaria dell'organismo. Per questa ragione è indicata nel trattamento delle allergie, per rafforzare le difese immunitarie contro infezioni causate da virus e batteri e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree come febbre, tosse e raffreddore. L'uncaria è un fitoterapico con una composizione chimica piuttosto complessa. Per queste ragioni è opportuno optare come formula sull' estratto secco o la tintura madre.  
Propoli
Sostanza preziosa, un efficace mix di vitamine, aminoacidi, minerali che agisce a 360 gradi: come immunostimolante ma anche come antibatterico e disinfettante. Efficace e sperimentata contro le malattie dell'apparato respiratorio dalla rinite, alla laringite, al raffreddore, la propoli si rivela valida per le affezioni del cavo orale. Nella “cura d'autunno” associata a rimedi come il mirto per combattere il raffreddore, rivela tutte le sue doti di potente sinergico sia in prevenzione che in cura.  
Papaya

Vero concentrato di sostanze con azione antiossidante, attive contro i radicali liberi, la papaya è ricca di vitamine A e C, antiage e immunostimolanti e minerali tra cui il calcio e il fosforo.

Potenzia il sistema immunitario stimolando la risposta linfocitaria, l’attivazione dei macrofagi i, “natural killer”, è una vera e propria ricarica naturale.

Ottima come scudo per il sistema immunitario, possiede proprietà antiossidanti dovute al suo alto tenore di flavonoidi ed enzimi che conferiscono una elevata protezione dai radicali liberi. Inoltre contrasta l’invecchiamento cutaneo e le patologie degenerative del sistema nervoso.

E’ un tonico- energizzante grazie al suo elevato contenuto di vitamine del gruppo B, vitamina A, vitamina E, e sali minerali (magnesio e potassio).

Oligoelementi

In autunno è importante prevenire l’affaticamento in modo dolce e costante, per iniziare a sostenere le difese in vista della stagione più fredda.

Utilizzare gli oligoelementi, sostanze infinitesimali importantissime, miscelando quelli funzionali a quelli della propria diatesi di appartenenza, garantisce uno schermo protettivo contro i malanni per tutta la stagione fredda.

L’oligoelemento Zinco rinforza le unghie e i capelli e regola il funzionamento epatico, è indispensabile per la salute del nostro organismo, per la crescita e il rinnovamento dei tessuti. Sostiene il sistema immunitario contro le infezioni da virus e batteri.

L'oligoelemento Rame, che svolge un’azione di sostegno del sistema immunitario, è efficace già dai primi segnali di congestione.

E’ un antinfiammatorio sistemico che stimola la capacità di reazione dell’organismo e modula l’infiammazione senza bloccarla.

Se si avverte stanchezza dovuta a un sovraccarico fisico e mentale, si può assumere la mattina tre volte a settimana una fiala di manganese rame, prima di colazione.

Se invece si è debilitatia causa di infezioni recidivanti, come ad esempio gastroenteriti,mal di gola e bronchiti, allora la combinazione da prendere sarà Rame-Oro-Argento..

Per potenziare gli anticorpi si può lavorare con Manganese, per le malattie da raffreddamento, si può assumere a giorni alterni manganese/rame con zolfo. Il primo mix previene le infezioni, mentre i sali di zolfo migliorano le difese delle prime vie aeree e depurano il fegato. Per prevenire infezioni broncopolmonari in età avanzata al mattino si può assumere una fialetta di zinco-selenio, e per stimolare gli anticorpi laddove l'infezione è già avvenuta, si può aggiungere una fiala di rame al giorno per stimolare gli anticorpi.  
Alberi e arbusti, emollienti e balsamici
  Ribes Nigrum Il cortisonico naturale, antistaminico, antinfiammatorio e antinfluenzale, libera le vie aeree in caso di raffreddamento, calma i sintomi di influenza e allergia. Il ribes Nigrum si utilizza come macerato glicerico, tintura madre, olio estratto dai semi, succo e infuso. In macerato glicerico si comporta come antistaminico naturale, in quanto è in grado di bloccare l'azione dell'istamina e di modulare reazioni allergiche potenziando il sistema immunitario. E' efficace già ai primi sintomi di raffreddamento (raffreddore, mal di gola, bronchiti), poiché modula la reazione dell'organismo.   Timo Il timo è un prezioso antimicrobico naturale. Emolliente, sedativo della tosse e disinfettante, efficace contro laringiti e faringiti. E' inoltre un potente antisettico, antispasmodico, vermifugo. Si può utilizzare in tisana, come decongestionante, o in gocce di tintura madre da assumere tre volte al giorno.   Mirto Il mirto, arbusto del Sud, si rivela un vero balsamo di benessere per le sue proprietà emollienti e decongestionanti. Il mirto, assunto sotto forma di decotto preparato con le foglie e addolcito con il miele, è un valido aiuto contro le infiammazioni delle vie respiratorie. Il suo olio essenziale è usato in aromaterapia per alleviare i sintomi di problemi come l’asmae la bronchite.   Ontano nero (Alnus glutinosa) L’ontano nero è noto sin dall’antichità prevalentemente per le sue proprietà febbrifughe, antinfiammatorie, astringenti e diuretiche.Le sue qualità lo fanno un ottimo alleato contro le malattie da raffreddamento, gengiviti, tonsilliti e faringiti.La tisana è ottima contro la febbre, contro tutte le infiammazioni è indicato il suo gemmoderivato in gocce.   Viburnum Lantana ll gemmoderivato della lantana (Viburnum lantana) è un rimedio naturale efficace per la cura dell’asma allergica, ed è in grado di esercitare un’azione calmante sul sistema neurovegetativo polmonare e di inibire gli spasmi bronchiali. Il Viburnum Lantana è ricco diprincipi attivi benefici che possono essere utilizzati per la cura di molte affezioni.L’infusione dei suoi fiori ha proprietà antinfiammatoria ed è perfetto per curare i sintomi dell’influenza e del raffreddore, come tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie. In virtù dei suoi principi amari, la lantana ha spiccate proprietàrinfrescanti, astringenti, spasmolitiche, antiallergiche e sedative. Le bacche svolgono un effetto lassativo e sono ricche di vitamina C, preziosissima per il sistema immunitario.   Eucalipto L''eucalipto, molto indicato per le affezioni bronchiali è conosciuto per il suo aroma intenso e tonificante che ha un'azione antibatterica contro le infezioni delle vie respiratorie e combatte la congestione bronchiale.. L'olio essenziale in piccole quantità è fra i più usati nei suffumigi, o da vaporizzare nell'ambiente. Il miele di eucalipto ha numerose indicazioni terapeutiche:azione antibiotica, antiasmatica, anticatarrale.        
   

Il riequilibrio del fegato attraverso la sana alimentazione e le terapie naturali

Se vi è capitato di vivere situazioni in cui vi siete sentite oppressi, aggrediti, impauriti. Se dietro a ogni silenzio masticavate rabbia, tanto da “arrovellarvi il fegato” fino a sovraccaricarlo. Se all'inizio vi tenevate tutto dentro e poi, in una seconda fase avete iniziato a reagire, ribellarvi, fino a stimolarlo eccessivamente.. Se vi sono familiari detti del tipo:
  • rodersi il fegato
  • farsi il fegato amaro
  • avere fegato
  • diventare verde dalla rabbia
  • verde di bile
  • tipo bilioso
  • tipo fegatoso
Allora, almeno una volta, direttamente o indirettamente l'argomento vi ha riguardato. Parliamo del fegato, e della sua loggia di appartenenza: il Legno, che comprende anche la cistifellea e il liquido che secerne, ovvero la bile, il cui colore di riferimento è il verde, e la cui stagione corrispondente è la primavera. Questo organo così importante, un “Generale generoso”, attraverso la cui comprensione dei meccanismi che lo coinvolgono, è possibile arrivare ad un riequilibrio di tutte le funzioni vitali, ed una migliore qualità della vita. L'argomento è così vasto che in questo articolo ho deciso di parlare dell'organo e delle tecniche naturali per depurarlo. E siccome stiamo avvicinandoci alla primavera, presto parlerò della loggia Legno, della chiave di lettura naturopatica e di medicina tradizionale cinese.

Il fegato e le emozioni

Il fegato è legato alla generosità, all’altruismo, alla tolleranza, alla pazienza, alla creatività, alla capacità di pianificazione e progettazione, al desiderio di espansione della coscienza e alla sete di conoscenza. Lui è uno spartiacque tra la nostra zona più basilare e istintiva, quella digestiva e intestinale, e il cuore, l’area più aperta alla coscienza o mente superiore. Rappresenta il confine che filtra e si assicura che non passi nulla di inadatto dall’intestino (emozioni non digerite e tossine alimentari) verso l'alto, cioè il cuore. Impedisce il passaggio di emozioni tossiche, esattamente come fa a livello fisico dove impedisce che entrino sostanze tossiche nel sangue, filtrando e trasformando il sangue proveniente dall’intestino (dalla digestione) in sangue depurato dalle tossicità.  

Il fegato è quindi un organo di passaggio e di frontiera

È una sorta di fucina, dove il materiale ancora informe e carico di scorie, viene trasformato in elemento vitale, più puro, più ricco d'energia, come le proteine, il colesterolo, i trigliceridi, le vitamine, il glucosio.. un materiale che non può e non deve essere trattenuto,ma distribuito agli altri organi per le normali funzioni. Così come le emozioni non vanno trattenute. Ad esempio un trauma vissuto intensamente, in solitudine e senza che si veda una soluzione apparente può alterare l’inconscio corporeo che metterà in moto una serie di risposte biologiche tali da cercare di alleviare o smorzare in qualche modo questa tensione emotiva, dando luogo così alla somatizzazione di un disturbo. Contenere le emozioni tossiche è una delle principali cause del blocco di energia nel fegato e ciò impedisce che l’energia circoli libera nell’organismo. Allora avviene che l’energia non si distribuisce in modo uniforme a tutti gli organi e alle zone del corpo e può produrre un eccesso o una stasi in alcuni e una carenza in altri. Una delle cause principali di una salute cagionevole o del fatto che ci ammaliamo, è radicata nella perdita di forza degli organi del nostro corpo e nello stress causato dal tipo di vita complessa che conduciamo oggigiorno. Generiamo problemi pisco-emozionali che, per la maggior parte, somatizziamo a livello organico. Il fegato condiziona e regola questa capacità così umana di stressarsi e somatizzare. Se il fegato si trova in cattive condizioni, ci fa immagazzinare emozioni come la rabbia, il risentimento, la frustrazione, l’intolleranza, la contrarietà, l’aggressività contenuta, la colpevolezza, che rappresentano tutte emozioni non digerite. Questo perché, quando il fegato si logora, si satura o si intossica, ha più difficoltà a “pulire” le emozioni e a renderle assimilabili. Di conseguenza, non riesce a portare a termine la sua funzione di attenuare l’effetto che un impatto emozionale può dare e regolare la nostra capacità di reazione e gestione di fronte a una situazione di stress. Parallelamente, a livello fisico, tutte le impurità originate dal processo di digestione saranno filtrate faticosamente dallo stesso, per far sì che il sangue abbia una composizione adeguata alle esigenze del nostro organismo.  

Il fegato e la sua fisiologia

Il fegato è il nostro più importante organo “filtro”, insieme ai reni. Riceve tutto il sangue che proviene dall’intestino e che contiene le sostanze digerite e assorbite; raccoglie il sangue che proviene dalla milza e quello filtrato dai reni. Le sue attività sono numerosissime: produce la bile, che viene nuovamente immessa nell’intestino ed è necessaria per digerire i grassi; è un organo centrale nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi e trasforma numerose tossine introdotte nell’organismo e i prodotti di scarto del metabolismo in modo da poterle eliminare attraverso l’intestino. Anche se spesso non ci pensiamo il nostro fegato è un organo unico per importanza e per numero. Le sue molteplici funzioni si possono sintetizzare affermando che il fegato trasforma il sangue che arriva dall'intestino, carico di cibo digerito e assorbito, ma non ancora utilizzabile dall'organismo, in un sangue ricco di energia e di sostanze più raffinate. E' la ghiandola più voluminosa del corpo, quella che lavora di più, ogni giorno adempie a più di 500 funzioni. E' uno degli organi più complessi e importanti, insieme a cuore e cervello e appartiene all'apparato gastroenterico. Essenziale per la vita, è un vero e proprio laboratorio chimico dove si svolgono quasi tutte le reazioni metaboliche che interessano l'intero organismo. Senza di esso molte funzioni del corpo umano come il metabolismo dei nutrienti, la coagulazione e la disintossicazione del sangue, non potrebbero avere luogo. Per questo motivo, ha sempre un ruolo centrale sia nei processi involutivi che portano alla malattia, sia nel percorso terapeutico verso una salute migliore.
  • Digerisce e trasforma le sostanze nutritive e, in qualità di organo annesso all'apparato digerente, produce la bile che poi si raccoglie nella cistifellea.La bile è costituita da un miscuglio di numerose sostanze: acqua, acidi e sali biliari (prodotti di degradazione del colesterolo), pigmenti biliari, lecitina e colesterolo. La bile attiva la digestione facilitando l'emulsione e l'assorbimento di grassi e vitamine liposolubili (D, A, E, K); neutralizza l'acidità dei succhi gastrici versati nel duodeno, rendendoli compatibili con le delicate pareti dell'intestino tenue e facilita la progressione regolare del cibo digerito nell'intestino.Il cibo che già è stato ingerito nel tratto intestinale, qui viene trasformato in energia di pronta utilizzazione sotto forma di glucosio. Il materiale energetico non consumato viene invece immagazzinato nel fegato sotto forma di glicogeno e di grassi, costituendo così una riserva d'energia disponibile per future esigenze.
  • Produce vari tipi di proteine, maggiormente le albumine, importanti perchè trasportano acqua, minerali, ormoni e acidi grassi. Produce inoltre: fibrogeno e protrombina (coagulazione), ferritina e transferritina (immagazzinano il ferro), ceruloplasmina ( per il rame).
  • Ha la capacità di regolare il ricambio dei grassi, favorire l'utilizzazione di importanti vitamine come la A, B1, B12, PP, K, D e di alcune di esse è il principale deposito.
  • E' nel fegato che avvengono i processi per la neutralizzazione dell'effetto velenoso delle tossine chimiche. Esse vengono combinate dal fegato con sostanze che ne neutralizzano gli effetti tossici, per poi essere successivamente eliminati attraverso la linfa, la pelle, l'intestino, i reni.
  • Dirige il metabolismo, stabilendo per esempio quanti grassi devono essere accumulati nel tessuto adiposo e quanti invece devono essere bruciati sotto forma di calorie per produrre energia.

Quando si arriva al disturbo

Il fegato, essendo responsabile del metabolismo e della depurazione corporea, può essere facilmente intossicato dal cibo, dai farmaci e dalle sostanze nocive presenti nell'ambiente. Molte volte è affaticato per colpa dello stress o a causa di un alimentazione disordinata o troppo ricca di grassi. Spesso i sintomi di malessere si manifestano con un senso di debolezza e perdita di energia che all'inizio difficilmente vengono collegati ad un disturbo epatico ma che spesso ne sono il campanello d'allarme. Conoscere quindi quelli che possono essere ulteriori segni di alterazione della buona funzionalità del fegato ci può aiutare nella prevenzione. Questo perché, a differenza di altri organi come lo stomaco, il fegato non dice mai direttamente se ha un disturbo. Comunica in modo indiretto e ce ne accorgiamo quando inizia a funzionare di meno e si presentano disturbi quali:
  • ciclo mestruale irregolare o squilibri ormonali
  • perdita di energia
  • debolezza della vista
  • elevati livelli di colesterolo
  • improvvisi attacchi di fame, cattiva digestione, allergie ed intolleranze
  • ansia e depressione
  • memoria e concentrazione scarse
  • difficoltà a dormire e sonnolenza dopo i pasti
  • addome gonfio, colon irritabile
  • ritenzione di liquidi
  • alito pesante, sapore metallico in bocca
  • tendenza ad ingrassare, specie sull'addome
  • frequenti cefalee, specie dopo i pasti
  • capelli più deboli e sottili
  • colorito giallastro, specie alle sclere e alle unghie
  • comparsa di emorroidi, urine scure e torbide
  • frequenti raffreddori o altre affezioni virali
  • ricorrenti infezioni da candida e funghi
  • prurito e disturbi della pelle
  • stanchezza cronica
  • emozioni negative
  • pensieri annebbiati, letargia
  • mal di testa ricorrente
  • dolori articolari/muscolari cronici
  • eccessiva sudorazione
  • problemi di digestione dei grassi
  • aumento improvviso di peso
  • acne/problemi della pelle
  • gonfiore/dolore addominale
I sintomi si manifestano lentamente e si acuiscono durante i cambi di stagione diventando rapidamente evidenti soltanto in caso di un acutizzarsi della malattia. Bisogna precisare che ogni organo, e quindi anche il fegato, è dotato di un proprio sistema linfatico nel proprio interno. Quando questo sistema si satura, si arriva allo stato infiammatorio (gonfiore). Ma prima di arrivare a questo stato, l'organo tenta altre soluzioni, ovvero lo smaltimento attraverso i meridiani di altri organi emuntori. Così il fegato, che appare dotato in un certo senso di una sua organizzazione, utilizza contemporaneamente, secondo il tipo di scoria da smaltire, altre vie che si collocano nelle aree cutanee relative al meridiano interessato.

Le tossine che ci intasano

Le più pericolose sono quelle che si introducono con l’alimentazione: sono assorbite dalla mucosa intestinale e, migrando in tutto il corpo attraverso il sangue, si infiltrano in ogni tessuto. Tra le principali fonti di tossine ci sono i carboidrati, soprattutto quelli raffinati. Sono rappresentati dal pane, farina, pasta, dolci e bevande gassate zuccherate. La verità è che mangiamo troppo. L'eccesso di cibo è uno dei motivi del malfunzionamento del fegato, perché l'iper lavoro del continuo processo di trasformazione gli impedisce di impegnarsi anche nella detossicazione dell'organismo, oltre alla sintesi e nell'elaborazione dei nutrienti. D'altro canto un'alimentazione sana ed equilibrata, ricca di antiossidanti, aiuta il fegato a liberarsi delle sostanze tossiche, come farmaci, alcol, residui del metabolismo, cellule morte, caffeina, sostanze inquinanti,senza che gli epatociti subiscano danni gravi. I nutrienti amici del fegato, come la vitamina A, la C e la E, oltre al selenio e al glutatione, si trovano soprattutto nella frutta, nel pesce, nella verdura e nei cereali integrali. Per disintossicare e depurare il fegato vi sono alcuni alimenti che vanno scelti al posto di altri e che sono utili a questo scopo. Alimenti da evitare. Sicuramente quelli che maggiormente affaticano e contrastano la depurazione epatica: i cereali e derivati raffinati (riso, pane, pasta); carni rosse, insaccati e salumi, formaggi grassi, cibi da fast-food, fritti, alimenti molto conditi, eccesso di tè o caffè, dolci grassi e ricchi di zucchero, alcolici, cibi industriali contenenti coloranti e conservanti, ormoni steroidei e antibiotici.

Sostanze tossiche

Partendo dall'individuare le sostanze nemiche del fegato da un punto di vista fisiologico, è doveroso porre l'accento su una regola fondamentale: per chi soffre di problemi epatici, mai fare pochi pasti abbondanti ma spuntini nel corso della giornata in modo da ridurre il lavoro del fegato, e poi evitare o ridurre queste sostanze: Alcool. Consumato con molta moderazione l'alcool dallo stomaco passa nel fegato dove è presente l'enzima alcool deidrogenasi, che lo trasforma in altre sostanze utili all'organismo come lipidi, zuccheri, acqua e anidride carbonica. La quantità in eccesso passa direttamente nel sangue da cui l'organismo cerca lentamente e faticosamente di eliminarlo attraverso i polmoni, i reni e la pelle. Un lavoro enorme che sovraccarica l'intero sistema, considerando anche il fatto che non tutti hanno la stessa capacità di assorbire e metabolizzare l'alcool.

Farmaci

Per far sì che i farmaci assunti per via orale raggiungano la circolazione sistemica, devono essere assorbiti dall'intestino e trasportati attraverso il circolo portale del fegato. In alcuni casi si può verificare un accumulo di metaboliti tossici derivati dai farmaci (come nel caso di avvelenamento da paracetamolo) responsabili di un'intossicazione acuta. I farmaci implicati in un eventuale danno epatico sono in genere antibiotici, anestetici, tranquillanti, antidepressivi, antifebbrili, contraccettivi, anabolizzanti. Al danno diretto che il farmaco produce alla struttura delle cellule si aggiunge quello dovuto allo scatenarsi di una reazione allergica, insufficienze renali, gastriti, danni al fegato. E' infatti il fegato che filtra il sangue e lo libera dai residui dei farmaci ingeriti. La maggior parte dei farmaci è in realtà eliminata dai reni, ma solo dopo che il fegato li ha resi idrosolubili, una piccola parte poi si elimina con la bile riversandosi nell'intestino.

Additivi alimentari

Sostanze usate quasi sempre per mascherare l'impiego di materie prime scadenti, ovviare a tempi di lavorazione affrettati o prevenire danni di modalità di conservazione poco efficaci, la loro tossicità per il nostro organismo è certa. Conservanti, antiossidanti, coloranti, aromatizzanti che si scaricano inevitabilmente sul fegato,a cui si aggiungono a monte nel ciclo di produzione: diserbanti, concimi chimici, pesticidi, farmaci, che fanno da cornice a un quadro non proprio rassicurante.

Sale

Il normale cloruro di sodio aumenta il deposito dei liquidi corporei. Sia la quantità che la qualità del sale sono molto importanti, oggi la gente tende a usare molto sale, forse per sopperire al poco sapore di molti prodotti dell'industria alimentare, molto meglio usare un sale con un grande potenziale di sostanze nutritive all'interno, come il sale rosa dell'Himalaya ad esempio e non eccedere nel consumo. Ideale è portare in tavola il gomasio (una miscela di sale marino integrale e semi di sesamo tostati e macinati) o il miso o ancora il tamari, di derivazione biologica.

Grassi di origine animale

Contengono colesterolo che in piccole dosi è utile per la produzione di membrane cellulari e ormoni. Un suo aumento invece, può affaticare il fegato che è costretto a un iper lavoro per metabolizzarlo, ostruisce la circolazione sanguigna modificandone la pressione. Ci sono dei sintomi precisi che indicano l'eccessiva assunzione di grassi, come ad esempio: perdita di appetito, nausea, febbre, confusione mentale, secchezza della bocca, debolezza, affaticamento, gonfiore di gambe e piedi, dolore addominale. Pur diminuendo l'assunzione di grassi animali, molti fanno l'errore di sostituirli con grassi idrogenati (come le margarine) i quali sono calorici tanto quanto quelli animali, con l'aggravante che essendo estratti e composti con procedimenti chimici, vengono a fatica metabolizzati dal nostro organismo, che li deposita quindi proprio sul fegato.

Come aiutare il fegato - i rimedi sono in natura

La qualità del cibo al giorno d'oggi è sicuramente più scarsa rispetto ai tempi antichi. Gli odori, i sapori, i colori tipici degli alimenti hanno subito una degradazione progressiva dovuta alla scarsa naturalità dei prodotti, così mancano enzimi, vitamine, sali minerali, fibre prebiotiche. Chi soffre di fegato, è poi una persona che spesso ha difficoltà digestive, i suoi pasti sono sovente accompagnati da fermentazioni, putrefazioni e irregolarità intestinale, sonnolenza e bocca amara.

Partiamo da una sana alimentazione:

  • Riduzione delle proteine animali che dovranno essere alternate con alimenti ricchi di proteine vegetali come i legumi e i semi oleosi.
  • Riduzione drastica dei condimenti di origine animale o chimica, prediligendo olii ricchi di acidi grassi essenziali (olio di sesamo, di vinaccioli, olio extravergine d'oliva)
  • introduzione di cereali integrali, ricchi di proteine e minerali, adeguatamente ammollati e cotti.
  • Sostituzione dei prodotti contenenti additivi, conservanti, coloranti, con prodotti biologici, freschi, non raffinati, non elaborati, o conservati con tecniche naturali.
  • Masticazione lenta (la ptialina contenuta nella saliva permette di pre-digerire gli alimenti).
  • Sedersi a tavola lasciando fuori i pensieri e le preoccupazioni, dedicando un po' di tempo a se stessi.

Lottiamo contro l'anormale acidificazione dell'organismo

È essenziale che il ph delle nostre urine segua una normale curvatura che si aggira intorno al 7. Se l'alimentazione è equilibrata, l'acidità rientra nella norma, e sappiamo benissimo che un organismo basico, cura se stesso.

Procediamo a un'adeguata igiene intestinale

Insieme alla depurazione del fegato, è una prerogativa essenziale per il mantenimento della salute, anche ttraverso operazioni meccaniche come i lavaggi intestinali.

Cerchiamo la complementarità degli alimenti

Cerchiamo la varietà, la stagionalità, la freschezza. Questo determina lo stato vitale di un alimento, ovvero la sua carica biofotonica. E se è vero che la vita si alimenta con la vita, un fegato che necessita di essere stimolato, riceverà una carica straordinaria dall'uso dei germogli. L'uso di polline e cerali germogliati, integrazione di vitamine e minerali non presenti normalmente sulla nostra tavola. Il modo migliore di consumare i germogli è crudi in insalata, hanno un forte potere rigenerante, un considerevole apporto di vit A e C e favoriscono l'assimilazione di parecchi minerali.  

In natura troviamo molti vegetali adatti al fegato

Carciofi che aiutano a purificare il fegato Carciofo - stimola la produzione della bile, ne facilita la secrezione nell'intestino, ha attività blandamente diuretica. La qualità delle sue fibre idrosolubili fa sì che favorisca la flora intestinale e diminuisca il tasso di colesterolo LDL. Rafano nero - apprezzato da secoli per la sua notevole azione nelle insufficienze epatiche accompagnate o no da calcoli biliari. È una stimolante della cellula epatica, aperitivo e digestivo, ricco in vitamine e sali minerali, il suo sciroppo è un ottimo ricostituente per bambini affaticati. Cardo mariano - grazie alla silimarina, ha un'azione stimolante sulla secrezione biliare. E' un grande epatoprotettore e i suoi principi amari, più potenti di quelli del carciofo, sono fortemente coleretici (aiutano cioè il fegato a produrre bile) e colagoghi (aiutano la cistifellea a espellere bile). Cicoria o radicchio - a grandi linee le cicorie si suddividono in verdi da taglio e rosse. Hanno tutte un gusto amarognolo se non addirittura amaro, dato da un glucoside (la cicorina). Dal punto di vista nutrizionale è il radicchio a rivelarsi il più valido. E' infatti una pianta depurativa e lievemente lassativa, il cui grosso pregio è la ricchezza di ferro. Acetosa - credo che il potere depurativo e rimineralizzante delle piante selvatiche sia enormemente maggiore di quelle coltivate al di là dell'assoluta assenza di pesticidi; e infatti la scienza dice che il tarassaco ha molte più vitamine della cicoria coltivata che da esso deriva. E quindi nell'elenco ci metto: ortica, cardi, cespigni, cicerbite, ma soprattutto l'acetosa. Cruda ha un sapore acidulo eccezionale, cotta rende stuzzicante il sapore delle minestre. È depurativa, diuretica, con forte potere mineralizzante. È utile nella cura di molte patologie del fegato, per l'acne e la stipsi. Indivia - se è riccia è indivia tout-court, se è liscia è detta scarola. Si caratterizza in entrambi i casi per il gusto amarognolo. L'indivia vanta un elevato contenuto di calcio (93 mg/100 gr) e di potassio (290 mg); si difende bene anche in campo vitaminico, con 213 mg di vitamina A e 25 di vitamina C. Sedano e sedano rapa - sono commestibili le coste, le foglie e i semi. Il tipo verde è da preferire a quello bianco perchè contiene più nutrienti, specie la vitamina A. E' ricco di potassio, le foglie sono anche ricche di vitamina C, A, ferro, calcio. Il sedano rapa ha il doppio delle proteine del sedano a coste. I semi sono molto ricchi di proteine, grassi insaturi, fibre, calcio, magnesio, fosforo, potassio, ferro e zinco. Lattuga - ricca di vitamina K, fondamentale per la salute delle ossa, e clorofilla, il pigmento verde delle piante, che stimola la produzione di emoglobina e di globuli rossi, dà sollievo ai flussi mestruali troppo abbondanti, ha effetti antiossidanti. Più è verde, più aumenta il contenuto di nutrienti. Ravanello rosso - costituito da magnesio, zolfo, iodio, rafanolo, è un ottimo aperitivo che favorisce il drenaggio epatico e renale. Ottimo contro epatismo e ittero. Può essere consumato crudo insieme alle sue foglie, ricche di numerosi elementi utili. Cavolo - il succo contenuto nelle sue diverse varietà è composto da resine, estratti gommosi, solfato e nitrito di calcio, ferro, ossido di magnesio, zolfo, cloro, fosforo, magnesio e zinco. Le foglie di cavolo hanno un'azione revulsiva, decongestionante. Per il fegato si può intervenire in caso di congestioni, infiammazioni e ristagni, applicando localmente foglie di cavolo alternate a frizioni con l'olio d'oliva e rinnovando le applicazioni fino al miglioramento.  

I succhi vegetali

  I succhi di frutta e ortaggi sono preziosi, soprattutto se estratti al momento dell'uso. Gli zuccheri direttamente assimilabili, lipidi, protidi, vitamine, mucillagini, li rendono molto efficaci.        
  • Succo d'ananas – diuretico e disintossicante
 
  • Succo di limone - depurativo di ogni organo e viscere, antisettico, diuretico
 
  • Succo di mirtillo - scioglie gli acidi urici
 
  • Succo di pompelmo - potente stimolante epatico e purificatore della cistifellea
 
  • Succo di ribes nero - ha un'azione stimolatrice sul fegato
 
  • Succo di carota - indicato per affezioni epato-biliari, andrebbe consumato quotidianamente, in un cocktail altamente benefico con succo di sedano e limone
 
  • Succo di crescione - depuratore epatico e renale grazie a un'essenza solforata e ai suoi sali minerali e vitamine
 
  • Succo di carciofo - aggiunto ad altri succhi, è adatto per un'azione epatica più forte in casi di eccesso di urea o di colesterolo nel sangue. Un mix efficace è: carciofo, cerfoglio (diuretico), cicoria (depurativa), dragoncello (antisettico), prezzemolo ( stimolante della circolazione).
 
  • Succo di tarassaco - aggiunto ad altri per insufficienza biliare e colesterolo in eccesso
 
  • Succo di rabarbaro - per le sue proprietà benefiche al fegato, come succo di rapa e ravanello
 
  • Succo di sedano - si preferirà il succo di sedano “a gambi”, ma il sedano rapa ha proprietà analoghe. Purificatore epatico e renale, anti gottoso, depurativo.
 

Alcune ricette

Succo di erbe amaro e aperitivo
erba angelica (gambi verdi) 1 pugno fumaria 2 grossi pugni viola del pensiero selvatica 2 grossi pugni cicoria 2 grossi pugni tarassaco 2 grossi pugni  
Succo di erbe rinfrescante
tarassaco 1 pugno acetosa 1 pugno bietola 1 pugno lattuga 1 pugno scorzonera 1 pugno  
Succo di rafano e limone
mezzo di bicchiere di succo di limone, un cucchiaio di centrifugato di rafano fresco. Bere al mattino a digiuno stemperato in poca acqua calda.  
Olio di oliva e succo di limone
mescolare tre cucchiai di succo di limone e due di olio di olive: bere al mattino a digiuno.  
Decotto di uva ursina e rosmarino
in 200 grammi di acqua bollire per 3 minuti 20 grammi di foglie di uva ursina e 10 grammi di rosmarino. Berne due tazze al giorno lontano dai pasti.  
Decotto di cardo santo, foglie di carciofo, fiori di rosmarino
in un litro d'acqua bollire per 10 minuti 10 grammi di semi di cardo, 20 grammi di foglie secche di carciofo, 10 grammi di fiori di rosmarino. Bere nella giornata.  
Decotto di romice, acacia, ribes
in un litro d'acqua far bollire per 8 minuti 10 grammi di radice di romice, 20 grammi di foglie di ribes, 20 grammi di foglie di acacia. Bere nella giornata.  
Decotto di cardo santo, foglie di carciofo, radici di tarassaco
Potente aiuto per il drenaggio di un fegato ingrossato, si bollono 30 grammi di foglie di carciofo, 20 grammi di cardo e 20 di tarassaco. Bere nella giornata.

 

Aloe

L'aloe si è rivelato uno dei migliori alleati nella disintossicazione del fegato e nella riparazione dei danni cellulari. Ha proprietà antibiotiche, antibatteriche, antinfiammatorie, antimicotiche, antisettiche, antitumorali, purificanti. Ha ottenuto ampio riconoscimento per la vasta presenza nel suo ricco gel, di zuccheri complessi, polisaccaridi o glucomannani,che, riuscendo a rivestire interamente le pareti del tratto digerente, svolgono un effetto gastroprotettore e lenitivo. All'interno dei suoi 200 componenti attivi, se ne annoverano molti che agiscono a livello diretto sul fegato. Ad esempio la notevole presenza di vitamine e acidi grassi del succo di aloe hanno notevoli influssi sulla gestione ed il controllo del rapporto colesterolo HDL/LDL. Infatti le vitamine A, C ed E, tutte liposolubili, lavorando insieme al fosfolipide Colina, favoriscono il metabolismo ed eliminazione dei grassi. Secondo recenti ricerche mediche la presenza della colina, sarebbe in grado di curare alcuni casi di epatite di tipo A,B,C. Si è notato come l'uso continuativo di Aloe determina nelle cellule epatiche un miglioramento nella loro funzionalità. L'acemannano attiva il sistema immunitario, rinforzando il potere fagocitante delle cellule killer T e Be assieme alle vitamine liposolubili, quali A, C ed E con l'acido folico, ripristina velocemente la cellula epatica e toglie l'infiammazione. L'aloe si rivela inoltre utilissimo nelle steatosi epatiche (fegato carico di grassi). Infatti gli enzimi lipasi, proteasi e transaminasi supportano le funzioni di questo organo, attraverso l'ausilio dei fosfolipidi colina e inositolo contenuti nell'aloe. Tra gli amminoacidi che lavorano direttamente sul fegato, l'aloe contiene: Treonina - questo aminoacido è lipotropo, ossia previene eccessivi accumuli di grasso nel fegato metabolizzando le complesse catene lipidiche e favorendone l'espulsione dal sistema urinario. L­'Arginina – tra le sue numerose azioni è dotato di attività disintossicanti e protettive del fegato. E' stato somministrato a persone con epatopatia diffusa insieme all'ornitina, ottenendo risultati eccellenti. I minerali più interessanti nel gel di aloe per ciò che riguarda il fegato sono: magnesio: aumenta la secrezione biliare manganese:attivo nel metabolismo di zuccheri e grassi, con forte potere antiossidante zolfo: desensibilizzante, detossinante epatico. zinco: regola il metabolismo dei lipidi nel fegato cobalto: parte integrante della Vit. B12, si immagazzina nel fegato e funge da utilissimo vasodilatatore arterioso.  

Rimedi erboristici

Rosmarino (Rosmarinus officinalis)

Pianta onnipresente sulle coste italiane e spero anche in tutti i giardini e gli orti delle nostre case, è un ottimo stimolante della cistifellea. Da secoli usato nella farmacopea tradizionale, il rosmarino è un ottimo stimolante della cistifellea, ma anche un grande disinfettante delle vie intestinali; utile dunque in tutte quelle infezioni e parassitosi del tratto gastroenterico. È ricco di pinene, borneolo, cineolo, canfora, tutti principi altamente disinfettanti e antibatterici utili nelle infezioni intestinali ma anche nelle cistiti ed eccezionale nelle patologie epatiche. È indicato inoltre nel reflusso esofageo, quando cioè si verifica un passaggio di succo gastrico acido, o anche di bile, nell'esofago. Si usa in decotto, infuso, tintura madre, estratto secco.  

Tarassaco

(Taraxacum officinale) (piscialletto) o dente di leone o soffione.   In primavera, quando maggiore è il bisogno di depurazione, ecco che i prati si coprono con le belle foglie dentellate del tarassaco, pianta amica del fegato e del sistema circolatorio. Usare il tarassaco vuol dire innanzitutto alimentarsi in maniera intelligente: le sue zuppe e le sue insalata sono portentose. Ma è dal punto di vista terapeutico che fa i miracoli: ha infatti proprietà diuretiche, depurative, coleretiche, colagoghe, rimineralizzanti, rivitaminizzanti, utile per gli ipertesi e per chi soffre di alitosi o stipsi. Per le sue qualità di diuretico e di attivatore metabolico trova impiego nelle cure contro sovrappeso e cellulite. I suoi principi attivi hanno un'azione di protezione dai radicali liberi, antinfiammatoria, analgesica. E' utile nei disturbi della cistifellea e nella litiasi biliare, come drenante e depurativo epato-renale. Il dente di leone o tarassaco è utile anche per combattere cefalee, ipercolesterolemia, artrosi e artrite: Come per l'aloe, io parlerei di questa erba selvatica come “pianta delle meraviglie”. Un solo esempio: il contenuto di vitamina A e C è il doppio della cultivar che da esso deriva, cioè la cicoria coltivata. Se raccogliamo da noi le foglie di tarassaco, scegliamo luoghi non inquinati. I fiori ancora in boccio e messi sottaceto si possono utilizzare come i capperi. La radice, impiegata per liquori e aperitivi e decotti, oppure torrefatta come surrogato del caffè. Le foglie tenere in insalate, quelle più dure cotte al vapore.

Fumaria

(fumaria officinalis) Rinomata come pianta che assicura la longevità a chi la usa con costanza, la fumaria aiuta a risolvere una congestione epatica, diminuisce la viscosità del sangue, stimola la secrezione biliare, mantiene elastica la parete arteriosa. E' utile in tutte le cefalee che si manifestano in relazione a un ingorgo epatico e biliare. Le persone corpulente ne trarranno un gran beneficio poiché in uso sufficientemente prolungato, accentua la magrezza. Talvolta le sono state attribuite proprietà in antitesi tra loro: Infatti i suoi principi attivi, in particolare gli alcaloidi, invertono la loro attività in relazione al dosaggio e alla durata del trattamento.

Boldo

(peumus boldus) Le foglie del boldo sono da sempre utilizzate come rimedio popolare per i disturbi epatici. Arbusto sempreverde originario del Cile che contiene un olio volatile capace di distruggere i parassiti intestinali e alcaloidi che stimolano il fegato. E' un'erba amara, aromatica, che migliora l'attività di fegato e cistifellea. E' inoltre vermifuga, diuretica e agisce come antisettico delle vie urinarie. In passato veniva usato come sostituto del chinino, poiché stimola la secrezione della bilee la rende più fluida. ______________________________________________________________________________________ Concludo sottolineando quanto la depurazione del fegato sia importante poiché un organo sano si traduce in un organismo sano. Essendo un così importante centro metabolico, un incrocio vitale per molte funzioni organiche, mantenerlo depurato apporterà numerosi benefici all'organismo. Non bisogna inoltre ricordarsi del fegato solo a primavera, al contrario mantenere un'elevata soglia di attenzione in maniera costante, ci permetterà di godere di buona salute senza dover ricorrere a massicce depurazioni dell'ultimo minuto per sistemare una situazione ormai critica. Piccole ma continue attenzioni si tradurranno in un eterno riconoscimento da parte del fegato e di tutte le funzioni a lui correlate.          

Il naturopata e la naturopatia: una relazione destinata a durare tutta la vita

Anni fa mi fu chiesto di cosa mi occupavo, alla mia risposta “sono naturopata”, mi fu detto “ah bene, allora ti sei laureata in agraria!”. Beh, fa sorridere, eppure, sebbene la naturopatia sia antica come il mondo, c'è ancora molta confusione a riguardo; in effetti il naturopata è una figura di cui è difficile stabilire dei confini.

Il ruolo dell‘Oligoterapia e Oligoelementi in Naturopatia e Nutrizione

L’oligoterapia è un metodo per prevenire e curare le malattie attraverso l’assunzione di sostanze chimiche, costituenti della materia vivente, propriamente dette oligoelementi. Il termine oligoterapia deriva dal greco, oligòs = poco, e viene usato nei paesi latini per indicare questi particolari elementi chimici, metalli e metalloidi, presenti in piccolissime quantità nella materia vivente, addirittura nell’ordine del milionesimo di grammo.
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